Tra Lago Patria ed Ischitella c’è stato il primo sequestro in Italia di di “pesce topo”, ben 1203 chili, che secondo le indagini della Guardia Costiera veniva rivenduto con alterazione delle etichette come “cuoricini di merluzzo”, sempre nel setto tratto di mare del Litorale Domitio è stato sequestrato un impianto di ‘itticultura e stabulazione’ di frutti di mare che scaricava nel Lago Patria.
In zona sono state sequestrate 13 tonnellate di pesce congelato (di cui 798 chili di crostacei) in parte scaduto e in parte con etichettature fraudolente e 1.400 chili di cosiddetto ‘pesce pollack’ commercializzato come ‘bastoncini di merluzzo’. L’operazione che ha interessato anche altre città: a Bari sono stati sequestrati 7.108 chili di filetti di trota su camion che sbarcavano dai traghetti dalla Grecia per mancanza dei documenti di provenienza; 9 tonnellate di prodotto ittico vario per mancanza di etichettatura e date di scadenza; 4.000 ricci di mare in violazione della normativa sulla pesca sportiva. La stessa Capitaneria di Porto di Bari, in seguito ad indagini e in collaborazione con quelle di Savona e La Spezia, ha sequestrato a Parma e Alessandria 6.500 chili di ‘novellame’ di alici proveniente dall’area indo-pacifica e venduto come novellame di sardina (il Bianchetto, l’unico ‘sottomisura’ che può essere commercializzato). A Livorno e Reggio Calabria è stata sequestrata circa mezza tonnellata di Bianchetto pescato abusivamente. Altri sequestri sono avvenuti a Bologna, invece a Ravenna è stato scoperto un deposito che custodiva 4 tonnellate di prodotti ittici scaduti, tra cui ‘tonno obeso’ proveniente all’Est europeo e spacciato per tonno rosso e della sogliola dell’Atlantico spacciata per sogliola del Mediterraneo