In questi giorni di campagna elettorale la politica nostrana sembra essere diventata più attenta alle deficienze della sanità nostrana, in altri periodi lo fanno ad intermittenza. L’opportunità del momento richiede molta sensibilità rispetto alla sanità: Giuseppe Stabile il candidato sindaco del centro sinistra, gode della sua “fortuna” politica grazie a questo settore in cui, insieme al fratello Salvatore, controlla un sindacato autonomo molto forte (si badi bene usando parliamo di fortuna politica, intendiamo nell’accezione politica aversana, che è quella che è).

Nei giorni scorsi uno dei tantissimi esponenti locali di Forza Italia, il consigliere regionale Giuseppe Sagliocco (nella foto sopra), alla presenza di autorevoli esponenti di zona del suo partito ha tenuto una conferenza stampa in cui ha “denunciato” alcune punte di drammatica criticità sia per quanto riguarda il pronto soccorso del “Moscati” sia per la presunta mancanza d’igiene nel reparto di pediatria, ma adesso è arrivata la risposta dall’Asl che dice: “Il pronto soccorso non rischia la chiusura”. Lo ha affermato Antonella Molese (nella foto sotto), direttore sanitario dell’ospedale nel corso della conferenza stampa tenutasi sabato. Riferendosi alle azioni di Sagliocco, che essendo un politico locale cerca di farsi strada come può ha detto, la Molese ha detto: “Un incontro richiesto dettato da un grave e ingiustificato clima di allarme sociale degli ultimi giorni scorsi. Era mio dovere, in quanto operatore della sanità responsabile di tutti gli aspetti igienico-organizzativi dell’ospedale, chiarire la situazione, ma si tratta di un caso eccezionale dal momento che viste anche le incombenti scadenze elettorali siamo in una fase piuttosto delicata, e il nostro unico interesse è quello di continuare a garantire l’assistenza sinora prestata agli utenti e ai ricoverati, come previsto dalla legge”. La Molese ha riferito che è stata istituita un’unità di crisi presso la direzione sanitaria, attiva dalle 8 alle 20 che si occupa di monitorare la situazione. Unità che sta procedendo anche ad “intervistare” i degenti per far fronte in tempo reale alle varie esigenze che possano essere eventualmente manifestate. “Stiamo facendo fronte alle carenze di personale – ha affermato il direttore sanitario – in vari modi. Abbiamo convogliato gli straordinari del personale di altri reparti al pronto soccorso, con il sistema dell’autoconvenzionamento delle prestazioni, poi, stiamo facendo in modo che sia personale di altri reparti che di altre strutture dell’azienda sanitaria e del Saut possano essere concentrati al pronto soccorso. Il dato certo è che il reparto non chiuderà”. Il pronto soccorso, ha riferito la Molese, con 98mila accessi annui, non ha assolutamente intaccato la percentuale di interventi, anzi si è ridotto il numero, nel prosieguo dell’iter terapeutico, di accessi seguiti da trasferimenti ad altri presidi ospedalieri e strutture. “Non va dimenticato – ha affermato la Molese – che accanto al pronto soccorso, sono attivi 24 ore su 24 la radiologia, la neuroradiologia, il laboratorio di analisi, l’Utic, l’emodialisi ed è sempre a disposizione un’ambulanza con attrezzature per la rianimazione”. In merito alla presunta presenza di scarafaggi al reparto di pediatria, la Molese ha riferito: “Fermo restando che cerchiamo sempre di prevenire il problema, abbiamo disposto che due referenti per la qualità effettuino ispezioni continue fornendo report quotidiani, settimanali e mensili sulla situazione. Inoltre, sia attraverso misure di bordo che con l’ausilio dell’unità di prevenzione collettiva, siamo in grado di garantire interventi specifici e immediati”.

Di sa.pi.