Quando è troppo è troppo, adesso ad affermare e rinvigorire la prevaricazione filo casertana ci si mettono anche settori della Chiesa, vogliono influire sul futuro della nostra Università. Un altro affronto che avviene di fronte al silenzio dei tanti sedicenti politici aversani.

A loro si aggiunge la tragedia di una pseudo classe culturale aversana, gente altezzosa e silente, che spesso è goffamente boriosa dei propri titoli di studio, personalità incapaci di mettere a frutto quei saperi che le pagelle in loro possesso certificano. Una pseudo politica ed una pseudo cultura che costituiscono un connubio di imbarazzante silenzio. Non è possibile che si lasci campo libero ad un Vescovo, quello di Caserta, che dal suo pulpito invochi un rettore casertano per la nostra Università, e che addirittura proponga quale debba essere la nuova denominazione da conferire all’Ateneo. Innanzitutto va precisato la Seconda Università agli Studi di Napoli non risiede solamente nei comuni del casertano, ma anche qui da noi, e sarebbe una forzatura inserire una toponomastica che renda onore solo alla località di Caserta. La Sun oltre che ad Aversa ed Caserta, è anche Santa Maria Capua Vetere e Capua, quindi volendo trasferire la questione in ambito ecclesiastico, oltre a Monsignor Nogaro, avrebbero diritto di parola sulla questione anche il Vescovo di Capua ed il nostro Arcivescovo Mario Milano, ma l’argomento non appare di pertinenza religiosa, quindi quest’assolo del presule casertano è decisamente fuori luogo. Recentemente l’Ateneo ha nominato una commissione che sta lavorando per dare un nuovo nome all’’università, fino ad oggi la scelta è stata difficile, ed il nome non c’è ancora. Nogaro dice che dev’essere rispettata la casertanità, una provocazione assurda, si potrebbe rispondere perché non la capuanità o l’aversanità? Il 16 ed il 17 maggio ci saranno le elezioni del nuovo rettore, l’unico candidato è il preside della Facoltà di Medicina Francesco Rossi, non è casertano, quindi monsignor Nogaro si è preso la briga di scrivere agli studenti delle scuole superiori della sua città, per esplicare il suo auspicio di un rettore casertano ed un nome casertano. Non si capisce da cosa derivi questa velleità casertana, secondo il Vescovo di Caserta gli studenti ed i docenti delle nostre facoltà dovrebbero guardare verso quella cittadina, e non verso una delle città più importanti del mondo, Napoli. Caserta è capoluogo di provincia, per una semplice forzatura legislativa che non tiene conto del sentimento popolare delle nostre genti. Salvatore Pizzo