I politicanti costringono la pubblica amministrazione ad assumere certi comportamenti, che se fossero assunti da privati cittadini sarebbero sanzionati per legge. Quando un privato assume per due volte un dipendente con un contratto a tempo determinato, al terzo rinnovo è obbligato ad assumerlo, ciò non vale per il Ministero della Pubblica Istrzione, che da decenni assume e licenzia gli insegnanti trattandoli come se fossero dei soldatini di piombo.
Nei giorni scorsi in merito a questo ennesimo sconcio voluto dalla politica italiana, c’è stata una sentenza innovativa, anche se non risolutiva, del problema. 63 insegnanti patrocinati dalla Uil Scuola, che miravano ad ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, hanno ottenuto dal Tribunale di Viterbo una sentenza che ordina al Ministero della Pubblica Istruzione a pagare un risarcimento che oscilla da quattro a sei mensilità, erano stati assunti nell’anno scolastico 2006/2007 in alcune scuole della Tuscia e l’anno successivo non furono riconfermati. Situazione che tra qualche mese sarà simile a quella di migliaia di professionisti, che da decenni sono assunti e licenziati ogni anno (i politicanti prevedono di non rinnovare 130mila contratti nei prossimi tre anni). Il giudice Mauro Ianigro ha basato la sua decisione su una direttiva europea, che impone agli stati membri l’eccezionalità del contratto il a tempo determinato, che però vale per i privati ed è qui che si apre una falla nel sistema che potrebbe portare a scenari nuovi.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo