A Bisceglie in Puglia, in occasione del secondo anniversario della morte di Nico D’Alessandria, il locale Cineclub Canudo ricorderà il regista de «L’imperatore di Roma».

Il film totalmente ambientato nell’Opg di Aversa, dura 90 minuti dove è stato girato nel 1987, è stato proiettato ieri sera. Tra gli interpeti ci sono: Gerardo Sperandini, Nadia Haggi, Giuseppe Amodio, Agnese De Donato, Fulvio Meloni. Il film è interpretato dalla stesso protagonista che ne ha ispirato la storia, Gerardo Sperandini, un ragazzo bollato come malato di mente e socialmente pericoloso, e per questo rinchiuso per oltre due anni nel manicomio criminale di Aversa, da cui è uscito in licenza proprio per girare il film, grazie al quale è poi riuscito a riconquistare la libertà. Nel film muore nel dicembre del 2000, e come si legge in una recensione de La Gazzetta del Mezzogiorno: “(…)Viandante solitario nella metropoli che fu Roma imperiale, si aggira di notte con un piccone in mano: Gerry! Misura la città con il ritmo dei propri passi, il ricordo, la suggestione. Nell’incanto di Roma, rivive il tempo delle grandi imprese e riesce a fuggire gli insulti della realtà quotidiana. Una notte passata sotto i ponti, un’altra in pensioni di quart’ordine: Gerry consuma la sua giovinezza avendo per sollievo la droga e per compagna la solitudine. Sugli spalti del Colosseo con una siringa, o come accattone cadendo in motocicletta, egli immagina di concludere la sua esistenza. Ma si rialza imprecando e riprende il cammino, verso un destino diverso, segnato dalla follia. Nell’insonnia una notte, tra le pietre dei Fori imperiali, si compie il rito della fondazione di Roma: il tempo si è fermato, il tempo è impazzito, c’è stata la fine mondo, ma è tornato Lui, a portare la vita. Finché il sogno finisce. E scoppia la repressione. Una storia che viaggia sul confine fra follia e realtà, sull’impossibile discrimine” martina fontana