Nella nostra zona abitano giornalisti che, senza scorta, srivono di Camorra e uomini delle forze dell’ordine che arrestano i boss

Il “gomorrismo” sta diventando un fenomeno anomalo, stando a quanto riportano alcuni organi di stampa, al Vomero gli inquilini di un condominio non avrebbero accettato che lo scrittore Roberto Saviano andasse ad abitare nello stabile in cui vivono, perché hanno paura per il fatto che lo scrittore sarebbe un soggetto a risschio. Una notizia, questa dei condomini, che arriva manco a farlo apposta proprio mentre a Cannes, l’omonimo film del romanzo di Saviano è in lizza al Festival del Cinema. Un battage creato da un episodio marginale. Saviano se non trova casa al Vomero, potrebbe cercarsela a Casal di Principe, a Cipriano d’Aversa, magari nella stessa Aversa. Nel nostro territorio vivono “tranquillamente”, senza che nessuno li uccide, numerosi esponenti delle forze dell’ordine, che sui Casalesi non hanno fatto romanzi o film, ma che gli hanno stretto realmente le manette ai polsi, o giornalisti, i quali già prima che qualcuno realizzasse produzioni editoriali e cinematografiche, scrivono delle malefatte dei Casalesi. Questo nonostante gli affiliati siano, spesso, vicini di casa. Le minacce arrivano certo, ma i giornalisti le sanno affrontare, lo stesso potrebbe fare anche qualche scrittore che percorre le strade già battute da decenni dal nostrano giornalismo “di frontiera”. Intanto non si capisce perché la “grande stampa” non parla di Giovanni Venosa, l’uomo arrestato tempo fa perché ritenuto vicino al Clan, e che, pur non essendosi mai ravveduto, recita in Gomorra. Una cosa davvero strana, come se un film ispirato ad un libro di Salman Rushdie venisse interpretrato da un vero ayatollah, magari pagandolo anche. Un po’ strano.

Salvatore Pizzo