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 Uomini, fatti e ritratti

La Rubrica, curata da Alessandro Carotenuto (per Osservatorio Cittadino), si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone, sito web:

www.carlocapone.it – e-mail:caponart@alice.it.

Il testo è scritto da Antonio Marino.

Lucrezia Scaglione davanti al Seggio di San Luigi

(La bellissima)

Tra le donne rilevanti che hanno solcato il suolo di Aversa, facendo parlare molto di loro, Lucrezia Scaglione occupa un posto particolare.

Non tanto perché ha visto la luce proprio in questa città quanto e soprattutto, stando ai biografi, per la sua decantata bellezza.

Discendente dell’influente Cicella Scaglione, prima moglie di Francesco Marramaldo, Lucrezia nacque sul finire del Quattrocento da una potente famiglia, dalle origini nobiliari, che apparteneva tra l’altro ad un Seggio di Aversa.

Una famiglia che le permise, per le sue non comuni risorse, di crescere in un ambiente abbastanza evoluto e di avere una formazione culturale di tutto riguardo.

Acquisita a contatto con i migliori intellettuali del tempo (Letterati, poeti, scienziati e artisti) che frequentavano la casa napoletana paterna, sita nel vicolo degli Aldemorisco nel quartiere Nido.

Contesa passionalmente dagli uomini della prima metà del Cinquecento, convolò giovanissima a nozze con Paolo Carafa, settimo figlio del duca di Ariano, rimanendo subito vedova per la scomparsa improvvisa del marito.

Dalla cronaca dell’epoca sappiamo che Essa, con la non comune cultura, la rara bellezza e le gentilissime maniere, seppe pareggiare (per certi versi superare) tutte le dame allora più in vista, alcune imparentate con le casate regnanti.

Non a caso l’elenco delle personalità che le resero omaggio è nutrito, stando agli scritti pervenutici, e comprende anche nomi di principi e monarchi fino al potentissimo Carlo V che, prediligendola alle altre, prese ad invitarla alle feste indette in suo onore in occasione della venuta nel Regno di Napoli.

Come è lungo l’elenco degli scrittori, dei poeti e degli intellettuali in genere che l’hanno descritta egregiamente, immortalandola, nelle loro opere o nei loro poemi.

Opere che traversano ben quattro secoli e più e che, rinverdite adeguatamente, hanno visto profuso l’ingegno dello stesso B. Croce e dell’umanista aversano G. Parente che le ha dedicato anche dei versi.

Pur calunniata perché invidiata dalle rivali, cosa che capita a quasi tutte le persone elette, Lucrezia Scaglione godè dell’amicizia affettuosa e della stima di due dame illustri, quali Laura Terracino e Vittoria Colonna che, per metterne in evidenza la pudicizia, le dedicò un canto che è andato perduto.

Madre premurosa di due leggiadri fanciulle, la bellissima Lucrezia dovette subire anche l’onta dell’esilio (Tre anni scontati ad Aversa, città natìa) in quanto incriminata in un tentato omicidio ai danni del genero Giulio Carafa.

Il suo volto è immortalato in una tela del pittore Leonardo Grazia da Pistoia, che era uno dei frequentatori del cenacolo napoletano di Casa Scaglione.

Dovendo dipingere una Madonna commissionatagli per la chiesa degli Olivetani a Monteoliveto, il pittore Leonardo Grazia la prese a modello creando un’opera di grande pregio figurativo e artistico.

Chiusa la chiesa, detto quadro trovasi attualmente – per quanto ci è dato sapere- in una sala del Museo Nazionale di Napoli.

Va sottolineato che, a distanza di secoli, la bellezza di Lucrezia Scaglione fa ancora palpitare i cuori di quanti ne leggono la vita.

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