Alle vicende che hanno caratterizzato il grande affaire della ex Texas si aggiunge un altro tassello giudiziario, Luigi Luppi l’imprenditore parmigiano che qualche anno fa acquistò l’insediamento produttivo della ex Texas Istruments di Aversa, poi trasferito a Marcianise è stato rinviato a giudizio per bancarotta dal Gup del Tribunale di Ivrea, il processo inizierà il 14 aprile.

L’imprenditore che per queste vicende fu anche arrestato appartiene ad una nota famiglia di industriali del parmense, di Sala Baganza. Quando rilevo il sito produttivo di Aversa ebbe a dir poco un comportamento anomalo, non pagava gli stipendi a circa 800 lavoratori nostrani nonostante le sue aziende avessero soldi per fare delle acquisizioni ambiziose, aveva l’obiettivo di voler sbarcare in borsa. Il manager 42enne di Sala Baganza (Parma), è finito a giudizio quale amministratore unico del gruppo Olliit, che aveva un asset importante, la concessione all’uso del marchio Olivetti. L’azienda era proprietaria di tre stabilimenti che producono software e componenti elettronici, si trovano a Scaramagno (Torino), Chieti ed Avezzano (L’Aquila). Lo stesso imprenditore operava anche attraverso la 3 L Trading, società anch’essa finita in bancarotta per la quale pende un altro procedimento ad Ivrea, che pur avendo sede a Roma aveva un ufficio a Parma nella sede di Via Emilio Lepido, lo stesso della Oliit, anche attraverso questa società ha avuto un ruolo nella questione della Ex Texas, essa controllava anche lo stabilimento di Marcianise poi passato all’imprenditore Pugliese che vi ha trasferito la fabbrica aversana. Luppi parallelamente all’acquisizione dell’impianto ex Texas Istruments, e poi ex Ixfin, è stato protagonista di un’altra questione strana, mentre gli stipendi restavano un miraggio, la 3 L Trading nel mese di marzo del 2004 ha fatto pervenire alle banche creditrici della Tecnodiffusione (azienda quotata in borsa), la proposta di rilevarne i crediti per acquisirne il controllo. Si tratta di una società che all’epoca aveva un rosso di 71,55 milioni di euro, ed ha emesso un bond quinquennale scaduto nel 2005. Il 20 aprile le banche hanno respinto la proposta, e Tecnodiffusione è finita in liquidazione. Nel frattempo, il 29 aprile, l’assemblea degli obbligazionisti ha nominato suo rappresentante Walter Piazza, anche lui parmense residente a Langhirano. Il Gup si è rifiutato di riunire i due procedimenti, Oliit e 3L Trading, ed ha fissato l’udienza che riguarda la 3L Trading per il 14 dicembre. Un coimputato di Luppi ha già patteggiato nell’udienza che si è svolta ad Ivrea 1 anno e 6 mesi con la pena sospesa, le parti civili che si sono costituite sono circa 200, i sindacalisti nostrani e gli enti locali non c’erano, il che è tutto dire. Salvatore Pizzo