Si ammala il postino è la corrispondenza non viene recapitata, un’assurdità che a Lusciano non si verifica per la prima volta.

I dirigenti delle Poste dimostrano quali sono i loro limiti, basta che una sola unità lavorativa venga meno e non sono più in grado di garantire il servizio, una cosa assurda che la dice lunga su una struttura come Poste Italiane che negli ultimi sta iniziando a porsi anche come concorrente delle banche, ma se questo è il livello dell’efficienza c’è di che preoccuparsi. Sabato scorso, il 25 marzo, il Corriere di Aversa e Giugliano.it si è recato nella sede principale delle Poste a Lusciano, e “mimetizzandoci” tra gli utenti, abbiamo verificato che diventa quasi un piacere personale il fatto che gli operatori presenti in sede vadano a scartare tra la posta in giacenza per consegnarla ai cittadini, che a causa di questo disservizio sono da giorni costretti ad un pellegrinaggio estenuante presso l’ufficio postale, fatto lunghe attese, pagamenti andati in mora e relative conseguenze. Un disservizio vergognoso che oltre ad interessare l’autorità giudiziaria, dovrebbe essere oggetto anche di vertenze legali nei confronti delle Poste, se non nei confronti dei singoli funzionari che sono preposti a prevedere le sostituzioni degli ammalati. Quando abbiamo chiesto spiegazioni a Poste Italiane, ecco cosa ci è stato risposto: “ effettivamente c’è stato un problema per la contemporanea assenza, dal 6 al 15 marzo, per degenza in ospedale di due dei 5 portalettere che effettuano servizio di recapito a Lusciano. Uno dei due è già rientrato in servizio mentre l’altro è ancora in degenza. Quest’ultimo è stato sostituito da un operatore a tempo determinato. La situazione è sotto controllo, sicuramente entro sabato 1 aprile sarà completamente normalizzata”. Speriamo bene, ma non è possibile che questo accada ogni volta che qualcuno si ammala, da qualche anno Lusciano è anche sede di una stazione dei Carabinieri la vicenda potrebbe interessare anche loro. Salvatore Pizzo