La pansessualità, la difesa della famiglia tradizionale, la violenza, la politica locale aversana e l’emergenza rifiuti, sono stati questi i temi affrontati dall’Arcivescovo di Aversa, Mario Milano, durante la Messa di Natale. Alcune affermazioni del prelato non mancheranno di scatenare delle polemiche, forse anche roventi. Milano in primis ha rivolto un saluto particolare ai giovani ha invitato la gente a respingere le “tenebre della violenza,

la corruzione diffusa nella società, la miseria e lo squallore” che imperversano in tutti i campi, poi ha invitato a reagire contro “questa crisi che attanaglia la nostra società consumistica”. L’Arcivescovo di Aversa ha anche detto che dove non c’è Cristo attecchiscono i regimi totalitari, che nascono “dall’egoismo, dall’egocentrismo, dalla sopraffazione, fino ad arrivare alla ferocia ed alla sopraffazione”. Fin qui un discorso generale, che probabilmente non ferisce nessuno, ma quando Milano ha esortato a difendere la famiglia, ovviamente quella tradizionale, intesa come unione tra uomo e donna, “messa in discussione anche nella nostra Italia scelta da Dio come sede del successore di Pietro”, ha condannato la teoria della “pansessualità” che arriva ridurre l’uomo ad un livello “beduino”. Sarà pur condivisibile ai più l’idea di “difendere” la famiglia tradizionale, quella nata dall’unione tra marito e moglie, quale pilastro del nostro modello di società ed è sicuramente accettabile il fatto che per riconoscersi nella chiesa bisogna aderire alle sue regole, tanto non è obbligatorio aderire per chi non condivide, ma francamente lanciare anatameni contro coloro che sono inclini a tutte le varianti sessuali, ci pare esagerato, quello che ciascuno fa a letto e affar proprio. Anzi, volendo andare nel dettaglio, anche marito e moglie nell’ambito della propria unione potrebbero avere preferenze pansessuali, e allora? Cosa poi c’entri la pansessualità con la tribù araba dei beduini non lo si capisce, a meno che l’Arcivescovo non abbia ritenuto usare la denominazione del popolo beduino quale aggettivo dispregiativo. Alimentare queste frizioni etniche proprio ad Aversa, dove vari arresti in passato hanno confermato la presenza di gruppi del radicalismo islamista non appare saggio. L’Arcivescovo non ha fatto alcun accenno alla pedofilia, eppure qualche giorno fa i carabinieri, tra Casal di Principe e Villa Literno, hanno inseguito ed arrestato un sacerdote accusato di aver abusato di un ragazzino undicenne. Alla fine della funzione Milano notando la presenza in Cattedrale del sindaco di Aversa Domenico Ciaramella, che era lì in veste non ufficiale, si è rivolto a lui augurando all’amministrazione comunale “di rimanere solida e compatta al di sopra di ogni interesse” e pur sapendo che le “responsabilità sono antiche” ha auspicato una soluzione per il problema dei rifiuti perché a volte la “pulizia esteriore riflette la pulizia interiore”.

Salvatore Pizzo

Sopra: l’Arcivescovo Mario Milano con Benedetto XVI