Napoli chiesa di San Gennaro

Nel presidio ospedaliero di San Gennaro è stata riscoperta la storica chiesa dal nome omonimo, un edificio in stile gotico che potrà presto tornare ad essere apprezzato dagli abitanti di Napoli e non solo. Per celebrare l’evento, Comune di Napoli, Assessorato allo sport e Asl Napoli 1 hanno organizzato una rassegna musicale che prevede concerti gratuiti tali da far riscoprire l’antico valore del Natale secondo la tradizione partenopea. Stasera ad esibirsi sarà il maestro Carlo Morelli del Gruppo Sassi di Salvatore Piedimonte, il quale alle ore 18 presenterà il suo “Happy show” insieme alla sua Sunshine band, un itinerario musicale a base di spirituals, ma anche di pop e soul.

Caceri
Realizzare interventi di mediazione culturale negli istituti penitenziari è l’obbiettivo che è stato posto da Regione Campania, dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e dall’Ong Alisei al momento della sottoscrzione del protocollo d’intesa da loro siglato. Grazie al protocollo in questione, i detenuti stranieri nelle carceri di Secondigliano, Santa Maria Capua Vetere e Salerno possono usufruire di servizi offerti dagli sportelli informativi sorti ad hoc per loro. L’iniziativa è stata promossa e curata dall’Ufficio dell’Esecuzione Penale Esterna presso il Prap Campania al fine di promuovere un trattamento paritario tra carcerati italiani e stranieri e facilitare il rapporto tra questi ultimi e il personale degli istituti penitenziari. Per gli operatori delle suddette carceri campane saranno istituiti dei corsi di aggiornamento, mentre per i detenuti verranno disposti laboratori interculturali accanto a momenti informativi. Una serie di interventi direttamente gestiti dall’Ong Alisei attraverso il progetto Mira. È ancora ignota l’identità del probabile barbone cui cadavere è stato rinvenuto ieri mattina a Napoli in mezzo a cartoni e coperte luride. Il corpo, a prima vista quello di un uomo sui 40-45 anni, trovato nei pressi dell’uscita di servizio della stazione metropolitana di via Cavalleggeri d’Aosta, sarà sottoposto domattina all’esame autoptico, un intervento che si rende necessario per chiarire le cause dell’ancora inspiegato decesso, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 dicembre. Secondo i primi esami, la morte potrebbe essere sopraggiunta a causa dell’abuso di alcolici e dal freddo che ha imperversato durante le ultime nottate. L’autopsia servirà anche per ricavare le impronte digitali dalle mani dell’uomo, stimato poter essere un immigrato, al fine verificare se su di lui fossero precedentemente giunte segnalazioni alle autorità competenti e risalire così alla sua identità. L’amministrazione comunale di Napoli si farà carico dei funerali.

L’appello di un detenuto

È detenuto e soffre di spondilite anchilopoietica, una malattia invalidante che col passare del tempo conduce ad un’inevitabile condanna sulla sedia a rotelle. Sono queste le tragiche condizioni in cui versa il 51enne Giuseppe Sodano, originario di San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. L’uomo, arrestato nel luglio 1998 per estorsione, a partire dal giorno della sua incarcerazione ha trascorso la sua vita nel carcere di Poggioreale, sino a quando, nel 2003, ha ottenuto gli arresti domiciliari a Eboli (Salerno). Proprio nel luogo di detenzione di Poggioreale, Giuseppe ha scoperto di essere paraplegico, come lui stesso afferma. Il signore dichiara inoltre di essersi dovuto sottoporre a 25 giorni di sciopero della fame prima di poter ricevere l’attenzione del personale carcerario e di venire così a conoscenza del suo reale stato di salute. All’inizio non era stato creduto. Un ritardo inaccettabile, che ha impedito all’uomo di sottoporsi tempestivamente ad un trattamento farmacologico tale da poter rallentare il decorso della sua malattia. Da Eboli, Giuseppe ha chiesto un “atto di clemenza” per la sua grave patologia e ora rinnova il suo appello, senza non prima aver ricordato chela sua situazione è condivisa da tanti altri malati detenuti nelle carceri italiane.