La calciatrice Maria Sorvillo, nata ad Aversa nel 1982, è l’unica donna del nostro territorio che milita nella massima serie del calcio femminile, nel prossimo campionato giocherà nella Graphistudio Tavagnacco, squadra friulana. La Sorvillo conta ben 246 in serie A, è una giocatrice con un lungo palmares, oltre ad aver vestito la maglia azzurra, ha giocato nella Roma, nella Lazio, nel Torino, nel Bojano Monti del Matese, nel Bardolino Verona e nella Torres. Quali sono i suoi legami attuali con Aversa?
Il mio legame con la terra delle mie origini è ancora molto intenso; appena posso ritorno sempre volentieri. Ho tutti i miei parenti a Frattaminore, oltre ai miei zii che abitano a Giugliano essendo titolari di un Centro Collaudi.
Quando e come ha iniziato la sua carriera calcistica?
La passione per il calcio è sempre stata dentro di me e si è rafforzata ammirando il grande Maradona che mio padre spesso mi portava a vedere allo stadio S. Paolo e all’Olimpico di Roma. Ho iniziato a disputare le prime partite ufficiali nel 1995 con la Roma in serie C.
Quando ha lasciato Aversa, quali sono i ricordi che le sono più cari della nostra città?
Sono andata via da Aversa nel 1986 quando i miei genitori si sono trasferiti a Roma per motivi di lavoro quindi di ricordi non ne ho molti ma sono rimasta molto attaccata a questa terra; infatti in famiglia ci consideriamo più napoletani che romani al punto che nei tre anni giocati a Bardolino mi chiamavano Ciro.
Qual è il momento, fino ad oggi, più bello della sua carriera?
Di momenti belli c’è ne sono stati tanti ma quello che mi è rimasto impresso di più è stata l’entrata in campo nell’aprile del 2008 per la semifinale di Champions League dove siamo state ricevute con un’ovazione da 14.000 tifosi sugli spalti dello stadio Bentegodi di Verona.
Il suo sogno nel cassetto?
Quello calcistico sarebbe quello di giocare la finale di Champions League e magari vincerla, mentre quello di vita aprirmi una attività tutta mia e formare una famiglia con la persona che amo.
Cosa bisognerebbe fare per avvicinare più pubblico al calcio femminile?
Bisognerebbe che i tutti i media diffondessero le notizie sul nostro mondo trascurato perchè non ci sono interessi economici.
Quali consigli si sente di dare alle ragazze della nostra zona che volessero iniziare la carriera di calciatrice?
Liberarsi del tabù che il calcio è uno sport maschile e avvicinarsi alle Società per poter fare un’esperienza, troveranno un mondo diverso da quello che pensano.
Di quale squadra maschile è tifosa?
Ovviamente del Napoli.
Segue l’Aversa Normanna, la compagine della nostra città che quest’anno, per il terzo anno consecutivo sarà nel calcio professionistico, il campionato di seconda divisione?
Non direttamente ma spesso tramite televideo guardo i risultati e classifiche riguardanti le squadre campane.
C’è un lui nella sua vita, ha figli?
Da buona napoletana sono anche scaramantica e quindi non dico niente, se è destino si vedrà. Ovviamente non ho figli ma in compenso ho una nipotina di quasi 5 anni di nome Irene che è la gioia di zia Tatà.
Cosa c’è nel suo futuro?
Spero che si avveri quanto già detto prima.
(Salvatore Pizzo)