”Sono atti animaleschi che umiliano l’uomo e una sconfitta per tutti noi”. E’ questo il pensiero dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, in merito allo stupro di un ragazzino dodicenne, avvenuto nei giorni scorsi nel capoluogo partenopeo. Sepe è intervenuto sull’argomento a margine della messa di celebrazione del mercoledì delle Ceneri nel duomo della citta’ partenopea.”Bisogna fare appello alla sensibilità di tutti – ha proseguito il cardinale – affinchè simili gesti non vengano più a ripetersi, ne’ a Napoli ne’ altrove”. Gesti che l’Arcivescovo ha poi bollato come ”atti a cui l’uomo arriva quando perde i valori autentici della sua umanita”’. ”Oggi (ieri ndr) – ha aggiunto Sepe – inizia la Quaresima, un cammino di conversione che ci invita a un’adesione sincera al Vangelo e a una riorganizzazione della vita in genere, anche della convivenza sociale”. Un concetto ribadito anche nel corso dell’omelia. ”Tutti – ha detto il cardinale – dobbiamo cambiare la nostra vita, disarmare il nostro egoismo, condividere con il prossimo meno fortunato i nostri beni e imparare a lottare per la giustizia”. Va ricordato che uno degli arresti più eclatanti relativo a fatti di pedofilia riguarda un sacerdote, don Marco Cerullo, che nel 2007 fu arrestato tra Casal di Principe e Villa Literno, dopo che i carabinieri lo sorpresero mentre avrebbe abusato di un 11enne all’interno della sua auto parcheggiata in una zona di campagna. Il sacerdote una volta scoperto, secondo le accuse, impegnò i militari in un inseguimento, poi è stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi. Un fatto in merito al quale la chiesa campana non ha mai preso posizione.