Chiamateci precari, trimestrali, addetti junior, insomma come volete, rimarremo sempre quella cerchia di individui, per la stragrande maggioranza giovani, che involontariamente vivono due fattori di insicurezza: mancanza di continuità nella partecipazione al mercato del lavoro e mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

un fenomeno degenerativo, nella vita dei giovani d’oggi, quella dei contratti “part-time”, con i suoi fattori discriminanti rispetto all’intensità e la durata del lavoro. Il precariato investe una grande varietà di professioni, dall’agricoltura all’industria al settore dei servizi, attraverso uno “spettro” molto vario di fasce sociali. Il tuo lavoro a tempo determinato scade o meglio termina con il trattamento di fine rapporto (TFR) e ti resta solo il ricordo della tanto attesa data… il famoso 27 del mese (il san paganino). A volte la busta e quasi vuota, capirai la sorpresa quando sotto la voce totale netto pagato ti ritrovi uno spazio bianco; la causale? Trattenute della legge finanziaria dello stato da sommare a quelle della regione e del comune del lavoratore…Stiamo calmi…Lavoriamo per Voi!

Giulia Ciccarelli