Estorsioni all’impresa Emini, quando la Camorra agisce con la politica. Intanto al Nord ingrassano, Parma docet

Sono state chieste una raffica di condanne per le presunte estorsioni subite dalla ditta di Francesco Emini, l’imprenditore edile finito nel mirino del Clan dei Casalesi per aver reso una testimonianza veritiera sulle estorsioni che avrebbe subito. Una vicenda che coinvolge pesantemente anche la politica locale. Il pubblico ministero della Dda di Napoli, Marco Del Gaudio, ha chiesto le condanne per coloro che hanno chiesto il rto abbreviato: Luigi Tamburrino, 44 anni (6 anni), Nicola Verolla 62 anni di Lusciano (9 anni), Pasquale Cristofaro, 35 anni, di Lusciano (9 anni), Luigi Cristofaro, 53 anni, di Trentola Ducenta (6 anni), Antonio Cristofaro, 27 anni, di Trentola Ducenta (6 anni), Palmina Ferrara, 40 anni, di Villaricca (4 anni), Gennaro Santagata, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio Comunale di Lusciano, 54 anni, di Lusciano (9 anni), Gaetano Pagano di Lusciano (9 anni), Vincenzo Tamburino di Parete (2 anni), Salvatore Tamburino, (2 anni). Antonio D’Alessio (2 anni), Natale Vitale (2 anni) e Michele Cantone (2 anni), chiesta assoluzione per Imparato. La sentenza è prevista per il 12 marzo. Per questa vicenda sono finiti alla sbarra anche il figlio di “Cicciotto e Mezzanotte”, Raffaele Bidognetti 34 anni di Parete, era coinvolto anche Giuseppe Cristofaro 59 anni, ex sindaco di Lusciano poi deceduto. Oltre a Bidognetti ir è coinvolto anche Michele Zagaria, per loro si procede con il rito ordinario. Gli arresti risalgono a gennaio del 2008, furono arrestate dieci persone arrestate (due già detenute) dai carabinieri più sei indagati (per intestazione fittizia di beni). La società “Emini Costruzioni Spa” per questi fatti è quasi fallita, con il proprietario sotto scorta e per l’avversione messa in atto dal Clan dei Casalesi, ha dovuto improvvisamente abbandonare molte commesse perlopiù nel Nord Italia, e numerosi dipendenti hanno perso il lavoro. La Camorra ha fatto un piacere indiretto ai concorrenti del Nord che giustamente si sono visti aggiudicare gli appalti abbandonati forzosamente da Emini. Importanti opere erano in corso a Rimini, Bergamo ed in particolare a Parma, nella città emiliana stava realizzando un collettore fognario in Via Sidoli, lo svincolo della tangenziale in Via Budellungo ed una parte del campus universitario. Parma è una zona che interessa molto al Clan dei Casalesi, dove sono emersi anche elementi di contatto con la politica locale

Di red