
Prima di lui mai nessuno nella nostra zona era arrivato a certi livelli nel motociclismo, il sedicenne aversano Riccardo Russo è da poco approdato al Campionato Italiano Velocità classe 125: dopo l’esordio della scorsa settimana a Misano Adriatico, dove si è distinto con un buon sesto posto, il giovane pilota non ha sfigurato nemmeno ieri a Monza,nonostante avesse tanti veterani come avversari ha tagliato il traguardo ad un lusinghiero nono posto portando a casa altri punti il che non è poco. Lo abbiamo avvicinato prima della gara, dall’approccio si intuisce che può esistere ancora uno sport pulito che non insegue il successo per un vanesio scopo consumistico, dall’aria che si respira nel suo team, l’Ellegi Racing di Francesco (Uccio) Milizia, anche al più profano appare chiara che la base di tutto è la passione coltivata con un concime che si chiama sacrificio. Riccardo è nato sul circuito di Casaluce, un luogo che è l’unico punto di riferimento per gli appassionati nostrani, realizzato da padre Tonino che gli ha trasmesso l’amore per la moto come se fosse un fatto genetico. Frequenta il terzo anno in un istituto parificato per ragionieri e per adesso la sua fidanzata è la moto, un’Aprilia che porta il numero 84. Con la sua semplicità ci ha raccontato che ha scelto quel numero invertendo le cifre del 48, che ha avuto fino all’anno scorso nelle categorie inferiori dove si è ben distinto, dice “non l’ho potuto scegliere nuovamente perché era già occupato”. I primi tifosi di Riccardo sono ovviamente il papà, la mamma ed il fratello diciottenne, ma tra gli amici che lo seguono costantemente c’è Generoso di Palma, il quale ha fondato un affollato fan club su Facebook, ed il signor Musto. Riccardo ringrazia molto il signor Uccio che gli sta dando un grosso aiuto, oltre ad essere il patron del team per lui è anche una guida, ci tiene a sottolineare che l’avventura che sta vivendo è possibile grazie agli sponsor, ce li elenca tutti ma è da costatare che il nome aversano è solo uno, le Autodemolizioni Marino, come al solito la nostra terra si rivela ingrata non aiuta i suoi figli. L’obiettivo che si è posto è quello di rientrare nei primi 10 del Campionato Italiano Velocità, staccando così un pass che gli permetterebbe di partecipare a qualche prova del mondiale. Lo dice senza la boria che a quell’età sarebbe giustificabile, del resto l’insegnamento di Uccio Milizia è chiaro, quando da profani gli chiediamo se sia normale che un sedicenne sia arrivato a questi livelli, ci dice delle cose che molti sportivi dei nostri giorni sembrano aver cancellato: “Parlare di prodigi significa rovinare gli atleti, qui si fa lo sport non i miracoli e non ci sono neanche i fenomeni da circo”, ricordando che si cresce anche “rubando il mestiere”. Comunque andrà Riccardo Russo nella squadra di Milizia sembra aver trovato una guida sicura. Il prossimo appuntamento è a Vallelunga il 7 giugno. Salvatore Pizzo