Egregio direttore, un vecchissimo adagio napoletano recita: "’A munnezza è ricchezza". Ovviamente inutile è la traduzione: il significato è chiaro. Cristallino. Come quelle falde acquifere che si troverebbero sotto le cave di tufo chiaianesi, ultima ciambella di salvataggio per evitare il perpetrarsi di un ennesimo scempio a danno dei napoletani,della loro salute,di quel poco territorio rimasto indenne.

14 anni di ciò che si ostina a chiamare emergenza ed è invece la normalità:di chi non ci fa più caso e lascia scorrere la propria vita tra soddisfazioni e affanni,di chi si interessa ma fintanto non lo toccano chi se ne frega;di chi ama la propria città ma dormiva e ha avuto un pessimo risveglio. La questione della "munnezza" campana – oltre che business per il malaffare e non solo – in realtà è stata una trappola, un buco nero,per tutti coloro che hanno voluto o dovuto tentare di dare delle risposte ai tanti perché di arretratezza,indolenza,immobilismo. Chiunque sia stato sfiorato dall’affaire munnezza ci si è trovato invischiato,impaludato senza possibilità di scampo;chiunque si sia passato la patata bollente non ha fatto altro che prendere atto della situazione preesistente ed adeguarsi, uniformandosi al sistema e facendosi inghiottire da questo enorme buco nero fatto di rifiuti, discariche cave, proteste, negligenza e soprattutto soldi. Tanti,troppi. La Corte dei conti ha stimato che la pseudo emergenza sia costata circa 1,8 miliardi di euro, pari a un numero esorbitante di miliardi delle vecchie lire e non ci si avvia a soluzioni definitive. Decine di milioni inghiottiti anch’essi dal buco nero e finiti chissà dove, 10 anni per costruire un inceneritore di fatto già obsoleto. Un’azienda, Impregilo e Fibe Campania, nel mirino della magistratura .Processi in corso per il governatore da ex commissario per l’emergenza. L’ultima svolta l’operazione “Rompiballe”, che fantasia,gli inquirenti! Con essa sono stati messi agli arresti domiciliari vari funzionari con l’assicurazione da parte del Pm che già non lavoravano più all’emergenza rifiuti. Anche il Prefetto di Napoli indagato in veste di ex. E perchè adesso? mi chiedo. Perché ora non servono più? Perchè ora il messaggio di fermezza e discontinuità col passato deve essere forte e chiaro? La mia modesta e amara conclusione è che avere l’emergenza rifiuti in Campania fa comodo a tutti. Colletti bianchi e non. La situazione eccezionale muove soldi e qui i soldi devono girare, essere riciclati. Perchè la Camorra veste giacca e cravatta ed è nel sistema economico. Ciò fa male, forse più dei morti ammazzati perchè la partita si gioca sulle spalle della gente. La gente continua a vivere, tra rassegnazione, soddisfazioni ed affanni, concludendo le inutili, qualunquiste e sterili lamentazioni con il solito:"C’amma fà! Chell che vò Dio". Amen. Cordiali saluti

Monica Capezzuto – Napoli