Grazia Gallo, la mamma di Romina del Gaudio (nella foto) la giovane napoletana di 19 anni scomparsa da Aversa il 4 giugno 2004, dovera andata a vendere contratti telefonici porta a porta, e ritrovata a brandelli il 21 luglio successivo nei pressi del Real Sito di Carditello ha chiesto di poter incontrare nuovamente gli investigatori, continua a sostenere che quello ritrovato non sia il corpo della ragazza.
La donna ha avanzato la richiesta dopo che il Gup di Santa Maria Capua Vetere, Paola Piccirillo e il Pm Cilenti hanno ritenuto che sussistono altri elementi da chiarire, la mamma ritiene che ha altre cose da raccontare che potrebbero essere utili agli inquirenti. Il corpo ritrovato era così dilaniato che era irriconoscibile, la mamma sostiene che dopo 18 giorni dal rapimento arrivarono delle telefonate dai contenuti particolari, la prima avvertiva di stare in silenzio, unaltra chiese se la Romina prendeva medicine per lo svenimento, una cosa che potevano sapere solo i parenti. Grazia Gallo vuole che si faccia chiarezza anche su un punto, se si tratta di una coincidenza o meno, Romina aveva sempre lavorato a Napoli, proprio quel giorno sarebbe stata dirottata ad Aversa. La donna sostiene che la figlia avesse delle carie, mentre il corpo ritrovato aveva tutti i denti sani, anche i capelli sarebbero diversi, quelli del teschio erano rossi e ricci, la giovane scomparsa li aveva lisci e scuri, la mamma ritiene che anche gli slip non erano di Romina. Lautopsia chiarì che prima della morte fu violentata, trafitta da due coltellate alla schiena e poi finita con due colpi di pistola. La giovane quel giorno era partita da Napoli per Aversa per vendere contratti telefonici, con lei cerano un capogruppo ed altre tre colleghe. Si divisero alle 10,30, quando ad ognuna furono assegnate le zone e dopo una consumazione in un bar di piazza Municipio, il gruppo si diede appuntamento per le 13,30 massimo le 14, ma Romina Del Gaudio da quel momento non si è più vista. La mamma della ragazza, la quale sostiene che la figlia è viva, non si convince al verdetto senza appello dellesame del Dna. E stato ipotizzato anche che tutto potesse essere riconducibile ad una vendetta relativa ad una testimonianza che il papà, il quale vive a Francoforte, doveva rendere in Germania in merito ad una truffa di 150 milioni di vecchie lire. Fatti misteriosi sono avvenuti in questi anni, il 2 settembre del 2005 i familiari di Romina Del Gaudio hanno ricevuto una telefonata anonima da un telefono pubblico nei pressi della stazione di Aversa: un uomo chiedeva perdono alla madre, annunciando che sarebbe andato a costituirsi, ma nessuno lo ha fatto. A suo tempo furono indagati l’autore di un’altra telefonata, arrivata alla trasmissione televisiva Chi lha visto il 7 giugno del 2004, dopo il primo appello di ricerca. Si tratta di un vicino di casa che aveva segnalato Romina Del Gaudio alla stazione di Caserta il giorno della scomparsa. Dopo il ritrovamento del cadavere, l’uomo è stato ascoltato dagli inquirenti e non sarebbe riuscito a ricostruire i suoi movimenti tra la notte del 3 giugno e il pomeriggio del 4 giugno, rilasciando dichiarazioni confuse e contraddittorie, è stato indagato anche un amico che l’uomo ha citato per un possibile alibi, a quest’ultimo il 27 luglio sono state sequestrate due auto per sottoporle alle analisi del RACIS dei Carabinieri di Roma, che il 15 settembre hanno anche prelevato campioni del Dna dei due uomini per effettuare confronti con tracce organiche rilevate, ma nemmeno questi riscontri hanno portato a nulla.
Salvatore Pizzo