“I testimoni del tempo”, è questo il titolo dell’ultima fatica editoriale di Antonio Dell’Aversana ed Elpidio Spuma, un volume che vuole divulgare aspetti inediti della Storia di Sant’Arpino, che come quasi tutti i paesi della Campania,

risulta tuttora sprovvisto di quella carta d’identità precisa che il proprio passato avrebbe dovuto fornirgli. In mancanza di fonti scritte, esclusi alcuni frammenti sparsi qua e là in vari Archivi di Stato, risulta oggi particolarmente difficile avventurarsi nella ricostruzione di una storia vera, con l’individuazione dei problemi che hanno interessato la struttura sociale dell’agglomerato urbano sin dal medioevo, considerato periodo di nascita dell’insediamento della Terra di S. Elpidio distaccatosi in quel periodo dalla “madre patria” Atella. Pur avendo avuto un ruolo, non sappiamo quanto marginale, negli avvenimenti "più grandi" del Regno di Napoli , S.Arpino non ha mai conservato alcun documento del suo passato, neppure di quello più prossimo. E tutto induce a pensare che ciò sia stato anche voluto, al fine di far scomparire tracce "’compromettenti" per le Famiglie dominanti nelle varie epoche storiche. L’assoluta carenza di notizie ha, così, finora impedito di individuare i rapporti economico-sociali sviluppatisi nel tempo nel nostro antico Casale. Non vuole essere certamente questa, però, la velleità del testo di Dell’Aversana e di Spuma: il suo scopo primario è quello di far uscire dall’oblio della dimenticanza fatti e personaggi spesso ignorati.

Di red