”Andro’ a Napoli nel nome del Signore, con fede e Speranza, carico di quella carità sociale che deve essere la manifestazione concreta di questa donazione che faccio per tutta la Diocesi. Naturalmente porto nel mio zaino tutta l’esperienza accumulata negli anni e ho anche la certezza che avrò la collaborazione necessaria di tutti. Insieme, potremo dare un volto più umano a questa gloriosa città partenopea”.
Queste le parole del cardinale Crescenzio Sepe, nuovo arcivescovo di Napoli, che in una recente intervista al quotidiano ‘La Stampa’ ha parlato dello spirito con cui si appresta a svolgere la sua missione nel capoluogo partenopeo. Il primo luglio Sepe succederà al cardinale Giordano alla guida della Diocesi di Napoli. ”Dopo che il Papa ha accettato le dimissioni mi accingo a raccogliere questa eredità. Compreso il miracolo di San Gennaro. E’ un fatto di tradizione e devozione popolare. Ci sono fermenti di vita pastorale soprattutto nei parroci impegnati in zone difficili che fanno veri miracoli per annunciare il Vangelo e questi loro fratelli. Il grande quotidiano miracolo di San Gennaro è l’impegno di questi parroci per strappare tanti giovani al degrado ambientale giorno dopo giorno”. Poi trattando il tema del ruolo della Chiesa rispetto alla piaga della criminalità, il cardinale Sepe ha precisato che: ”E’ un problema che compete ad altri. A noi tocca formare quella cultura della legalità di cui proprio a Napoi parlò Giovanni Paolo II. Quindi – sottolinea il cardinale – cercare di offrire una chiave a carattere etico, morale e religioso per superare questi problemi che non sono soltanto di Napoli”. ”Prima di andare in Cattedrale – spiega Sepe parlando dei progetti per il suo primo giorno da arcivescovo – con tutti i Vescovi e i Sacerdoti , mi fermerò a baciare la terra di uno dei rioni più emblematici di Napoli, il rione Scampia. Sarà il segno concreto – sottolinea – che il Vescovo ama tutti , indistintamente. Ma, se c’e’ una predilezione – spiega Sepe – e’ per quelli che hanno più bisogno di essere incoraggiati nel vivere un’autentica vita cristiana”. Poi, riflettendo sulla situazione della Chiesa nel mondo alla luce delle proprie esperienze maturate durante la sua vita religiosa, anche attraverso la carica di Prefetto di Propaganda Fide, Sepe commenta: ”Ogni continente e’ una realtà. L’Africa in un secolo e’ passata da 10-12 milioni a 140 milioni di cattolici. E come ogni giovane ha bisogno di cibo solido. Qui c’e’ una crescita continua anche nel campo delle vocazioni monastiche, In America Latina esistono problemi religiosi e sociali. L’invasione delle sette e la povertà. America del Nord e Oceania risentono dei problemi tipici dell’Occidente, indebolimento della pratica religiosa, scarsezza di vocazioni. Ci si adegua al relativismo e al materialismo. L’Asia per i cattolici e’ un continente in crescita. Ma forse è proprio nei paesi ex-comunisti – conclude il neo arcivescovo – che si assiste ad una rifondazione della Chiesa Cattolica”.