Tano Grasso, Il presidente della Federazione delle associazioni antiracket, in un’intervista rilasciata al Corriere del Sera ha criticato il clamore che viene riservato alla fiction Gomorra, mentre i morti reali passano sotto silenzio. Grasso si riferisce all’assassinio di Domenico Noviello, ammazzato dal Clan dei Casalesi, per aver avuto il coraggio di denunciare suoi estorsori:

mentre i media andavano facendo battage al film tratto dal libro edito dalla Mondadori, a Castelvolturno si celebravano i funerali del imprenditore ucciso, c’erano pochi rappresentanti delle istituzioni e poche telecamere. Grasso ha parlato di “gomorrismo”. Intanto i grossi media, evitano di far notare che uno di coloro che fanno parte del cast è un personaggio realmente coinvolto in inchieste di Camorra, in passato anche arrestato, Giovanni Venosa, di San Cipriano d’Aversa, imparentato con il boss Luigi Venosa, alias “O’Cucchiere”.