Una famiglia di Aversa sta procedendo legalmente contro l’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, i genitori del 30enne Domenico Russo ritengono che il figlio sia stato ucciso da una diagnosi errata. L’uomo è morto nel 2006 a causa di un linfoma, e la sua famiglia ha chiesto 3 milioni di risarcimento. Stando a quanto è dato sapere, al “Moscati” di Aversa gli fu diagnosticato il linfoma di Hodgkin,

poi a Milano la diagnosi fu cambiata, e sulla base di quella diagnosi dopo l’Istituto Nazionale dei Tumori, fu curato anche all’Ospedale “San Raffaele” del capoluogo lombardo. Della morte di Domenico Russo sono stati chiamati a rispondere l’Istituto nazionale dei tumori per il 25%, il San Raffaele (50%), il Moscati di Aversa (15%) e il Monaldi di Napoli (10%).

Di red