
Nicola Russo, imprenditore 62enne di Trentola Ducenta è accusato di aver favorito la latitanza dell’ex primula rossa del clan dei Casalesi, Michele Zagaria. Le indagini su Russo, eseguite dalla DDA di Napoli, si sono concluse con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nel settembre del 2017 dall’ufficio gip di Napoli. Gli inquirenti si sarebbero avvalsi anche delle dichiarazioni fornite da diversi pentiti.
La prima udienza nei confronti dell’imprenditore di Trentola Ducenta è stata fissata per la fine del mese di marzo, presso la seconda sezione penale del tribunale di Napoli Nord di Aversa.
Secondo l’accusa, Russo avrebbe messo a disposizione del boss Michele Zagaria la sua abitazione situata a Trentola Ducenta, per permettere al capoclan di incontrare gli affiliati e decidere le misure da adottare per l’amministrazione del gruppo camorristico. Il 62enne inoltre, secondo gli inquirenti, avrebbe anche accompagnato Zagaria in alcun “trasferte” all’estero, fornendo agli affiliati le sue generalità per produrre documenti falsi utili al boss per uscire dai confini nazionali. Sempre secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, l’imprenditore avrebbe utilizzato il suo laboratorio di analisi per soddisfare le esigenze mediche dei membri del clan.
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