Un nuovo e drammatico capitolo giudiziario si apre a seguito del femminicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa a colpi di pietra ad Afragola nel maggio 2025 dall’ex fidanzato Alessio Tucci.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Aversa, Stefania Amodeo, su richiesta del Pubblico Ministero Giovanni Corona, ha disposto l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti di Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino, genitori della giovane vittima.

L’accusa a carico dei due coniugi è di minacce aggravate ai danni dei familiari del reo confesso, oggi diciannovenne e attualmente a processo per omicidio volontario. Secondo l’impianto accusatorio, nato dalle denunce presentate dai parenti di Tucci, i genitori di Martina avrebbero messo in atto condotte intimidatorie, tra cui un tentativo di intrusione notturna nell’abitazione dei Tucci e violenti scontri verbali, culminati nelle forti tensioni registrate in aula durante la prima udienza del processo lo scorso 19 maggio.

Il provvedimento è stato emesso con l’obiettivo di tutelare i congiunti dell’imputato e prevenire un’ulteriore escalation di violenza.

Ferma la reazione del legale della famiglia Carbonaro, l’avvocato Sergio Pisani, che ha espresso rispetto per la decisione pur non condividendone i presupposti: “Le espressioni contestate rappresentano unicamente il tragico sfogo di un padre devastato dal dolore e non una minaccia concretamente idonea a intimidire”, ha dichiarato il difensore, dicendosi fiducioso che il Tribunale del Riesame saprà distinguere la pura disperazione da una condotta penalmente rilevante.

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