L’omicidio del 47enne Raffaele Guarino, ucciso a Medesano (Parma) ha fatto accendere i riflettori sugli strani passaggi di camorrista nel paese Parmense, che in passato è stato “scelto” da Biagio Cava esponente dell’omonimo clan avellenise contrapposto a quello dei Graziano, attivi a Quindici (Avellino). Qualche anno fa a Medesano nell’ambito
dell’operazione “Tempesta” fu sequestrato un conto corrente riconducibile ai Cava, è solo l’ultimo di una sequela di fatti di Camorra avvenuti nel comune Parmense. I Cava aveva un conto corrente, anch’esso sequestrato, alle Poste di Alseno nel piacentino. La stranezza e che entrambi i conti erano quasi vuoti, ad Alseno furono sequestrati anche numerosi immobili in località Colle San Giuseppe, ben 36 unità abitative che secondo gli inquirenti erano intestate a dei prestanome. Salvatore Cava, fratello di Biagio fu il primo ad arrivare a Piacenza, in soggiorno obbligato, il quale ad Alseno aprì anche una carrozzeria. Relativamente a Medesano la presenza dei Cava non è l’unico elemento: nel gennaio del 2006, le forze dell’ordine scoprirono che si nascondevano lì due uomini ritenuti vicini a Ferdinando Cesarano, detto “Nanduccio ‘e’ Ponte perisca”, boss influente nella zona tra Pompei e Scafati (Salerno). Si trattava dei fratelli Salvatore e Lucio Palumbo, oltre a loro venne denunciato per favoreggiamento anche un terzo elemento che li ospitava. Quest’ultimo era il fratello di Salvatore Illuminato, trovato cadavere nel baule di un’auto nel 2003 a Casalecchio di Reno, poi l’autopsia accertò che quella strana morte fu causata da un’overdose. Il fatto che Medesano sia nota alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna per frequentazioni di questo tipo, porta a presupporre a qualche appoggio locale, come recentemente è avvenuto nel modenese.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo