Continua l’attività dei tecnici del comune di Casal di Principe, che assieme al primo cittadino cercano di trovare la giusta soluzione per evitare i numerosi abbattimenti, senza dare segnali sbagliati alla comunità. Un’intera cittadinanza, e non solo, che ha vissuto per anni all’ombra della camorra, limitata in ogni tipo di attività ma favorita nell’edificazione, di cui la stessa malavita si nutriva per irrobustire le proprie casse e il proprio potere.
L’incessante e scriteriata antropizzazione, che ha snaturato paesaggi e peggiorato la qualità della vita, riducendo al minimo spazi verdi e aree destinate alla collettività, ora è costretta a fare i conti con le ruspe. Il piano urbanistico comunale è sul tavolo e diversi sono i programmi al vaglio dei tecnici per tentare di salvare il salvabile. Il sindaco Natale, ha dichiarato: «Il paese ha subito un’occupazione armata da parte della criminalità organizzata. Ora Casal di Principe sta cambiando, la cittadina vuole rialzare la testa e quindi bisogna anche risolvere i problemi». Il dilemma più grande riguarda proprio le 1700 case abusive che sono a rischio demolizione e che determinerebbero, qualora abbattute, la perdita dell’abitazione per migliaia di persone.
Per questo si sta cercando di trovare una soluzione legale alle illegalità commesse, compiute non solo da chi ha costruito ma anche e soprattutto da chi non ha vigilato. Al momento, si stanno esaminando diverse misure per salvare l’edilizia di necessità, evitando di creare ancora più disagi e di incrementare la povertà in una popolazione che ha già dovuto patire la protratta e deleteria mancanza dello Stato.
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