Mentre la politica tace,
il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si dichiara incompetente

Tutto da rifare per il processo relativo all’affaire Texas di Aversa, il Giudice per l’udienza preliminare di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Baldassarre, ha accolto l’eccezione di competenza territoriale avanzata dalle difese di alcuni indagati ed ha trasferito gli atti al Tribunale di Roma. Per adesso non si erano costituiti tra le parti offese né il governo, né alcuna istituzione locale. I politici fanno finta di non ricordarsi che nei vari passaggi di proprietà sono andati perduti circa 159miliardi di vecchie lire di fondi statali, oltre ad aver messo sulla strada 800 dipendenti, tutti della zona Aversana. Queste le imputazioni contestate:
 
Massimo Zanzi, in qualità di amministratore delegato della Telital, componente del cda della controllata Ixtant, amministratore delegato e legale rappresentante della Uni.com; Renzo Polesel, quale componente del cda della IXant e legale rappresentante della stessa società per cinque mesi nel 1999; Marcello Biagioni, presidente del cda della Ixant per cinque mesi nel 2000, e presidente della Uni.com dal luglio per ue periodi diversi nel 1999 e nel 2002; Ennio Conchiglia, in qualità di presidente del cda e rappresentante legale della Ixfin dal maggio del 2002 al marzo del 2004 e di Presidente del Cda, amministraotore delegato e legale rappresentante della Ixfin; Fiorenzo Ardemagni in qualità di Presidente del cda e legale rappresentante della Tucrt srl – Telital Uni.Com centro ricerche e telecomunicazioni; Loreto Fulchir quale presidente del Cda e legale rappresentante della Uni.com dal giugno del 2002 al gennaio del 2003; Fabrizio Rotulo in qualità di Presidente del cda e legale rappresentante della Uni.com dal 24 gennaio del 2003 e Gaetano De Francesco, in qualità di amministratore delegato di Telital Unicom Centro Ricerche Telecomunicazioni dal luglio del 1999.
Le imputazioni nascono dalla serie di continui passaggi di proprietà che hanno interessato il sito produttivo di Aversa che fu della multinazionale americana, il Pm Sasso dal Verme descrive una girandola di finanziamenti pubblici che sarebbero stati impropriamente distratti, fatti che sarebbero avvenuti sotto gli occhi di una politica locale e nazionale che non ha visto. Anzi i politicanti aversani nulla hanno fatto quando i dipendenti sono stati messi sulla strada, e quando il sito produttivo è stato trasferito a Marcianise (Caserta). Da quartinari che sono ancor oggi si preoccupano elusivamente destinazione d’uso del terreno sulla Variante di Aversa che è di proprietà di una società che fa capo alla famiglia Cesaro di Sant’Antimo (politicamente schierata con il Pdl).
 
I capi d’imputazioni sono divisi in vari capitoli:
 
per quanto riguarda la Ixtant e la Ixfin, si contesta che una parte dei finanziamenti dello stato elargiti per la ricerca e gli investimenti industriali non sarebbero stati usati in maniera rispondente a quella prevista, in questo caso si parla di pochi soldi, 67mila euro, se si considera che i finanziamenti sono stati di oltre 26milioni ed 800mila euro, si tratterebbe dei macchinari che erano stati acquistati per Marcianise, ma serebbero finiti negli stabilimenti di Chieti ed Avezzano;
per la Ixfin ad Ennio Conchiglia viene contestato di aver realizzato atti attestando circostanze inesatte, scrive il Pm: “inducendo il Cipe, in data 13.11.03 a deliberare il nuovo piano progettuale aggiornato con specificazione degli investimenti, onore complessivo a carico dello stato ed occupazione, prorogando il termine di ultimazione al 31/12/03 in favore della IXfin spa”
relativamente alla Uni.Com che ha ricevuto finanziamenti per oltre 9milioni di euro, che non avrebbe realizzato investimenti industriali pur percependo a tal fine una tranche di finanziamento di un milione di euro, inoltre il Pm sostiene che la società ha usato per la ricerca solo 13milioni e 700mila euro nonostante avesse ricevuto per questo 37milioni 184mila euro, si contesta anche che 2milioni e mezzo di finanziamenti pubblici sarebbero stati usati per altre finalità;
A Zanzi, Biagioni, Fulchir e Rotulo, viene contestato anche di aver avanzato richieste facendo capire che il trasferimento da Aversa a Marcianise sarebbe stato fatto passare per un trasferimento all’interno di un unico complesso industriale;
L’atto d’accusa per Uni.Com parla anche di numerose dichiarazioni documentali, relative ad azioni di innovamento ampliamento che non sarebbero rispondenti alla realtà;
relativamente alla Telital Uni.com Centro Ricerche Telecomunicazione, viene contestato che una tranche di finanziamento di 2milioni di euro, finalizzata alla formazione non sarebbe stata usata né restituita al Ministero del tesoro, bilancio e programmazione;
Ardemagni e Rotulo vengono anche accusati di aver indotto in errore in relazione all’erogazione di un contributo di 2milioni 361mila euro.
(Salvatore Pizzo)