Il Corriere di Aversa e Giugliano aderisce alla petizione on line per salvare la parete dell’abitazione della più grande poetessa italiana del Novecento. Da nord a sud, l’Italia tutta, è amaramente toccata dalla notizia dello spietato delirio distruttore, che ignora l’importanza di una simile testimonianza storica e culturale. Un tempo agli artisti, anime delicate e ispirate da una vocazione
trascendentale, spettava spesso la gloria dopo il trapasso, oggi nemmeno questa triste consolazione è concessa alle più alte rappresentanze del genio italico. Viviamo in un paese dove gli sprechi e le dilapidazioni delle casse cittadine sono all’ordine del giorno, eppure non si trovano 40.000 euro per proteggere la lavagna della Merini. Un’abitazione che dovrebbe cambiare la sua destinazione d’uso in museo, ed accogliere milioni di visitatori interessati alle opere e alla vita della “piccola ape furibonda”, che su quel muro raccoglieva poesie, numeri di telefono e appunti di una vita singolare al limite tra follia e ardente genialità. Le tracce del vissuto della Merini stanno per essere cancellate dai privati, indifferenti al cospetto di cotanto valore, con il placido benestare dell’amministrazione, priva a quanto pare dei fondi da destinare alla tutela e alla valorizzazione del “muro degli Angeli”. Questo è solo uno dei tanti casi di incuria ai danni dell’immagine e della storia italiana. Analoga sorte è stata destinata a tanti pittori, scrittori, musicisti del Bel Paese che attendono ancora di essere degnamente onorati. Un caso emblematico tutto aversano ma che riguarda l’intera penisola è quello di Cimarosa e Jommelli, acclamati all’estero e dimenticati in terra natia. Un approccio ignorante e sconsiderato, che non tiene in considerazione neppure il tornaconto economico in termini turistici. Le amministrazioni che tanto paventano la cattiva propaganda, non si rendono conto che la più spregevole rappresentazione di se stesse è data proprio dal loro fare scriteriato. Visto lo scalpore e il risentimento degli italiani, davanti a scelte di questo tipo, auspichiamo in un serio ravvedimento dei responsabili preposti alla salvaguardia, e attendiamo la concretizzazione di semplici atti di civiltà, che ci rendano ancora fieri di essere italiani.
Ester Pizzo
(sopra il muro da salvare)