Nessuno se ne era mai accorto ma il Pdl di Aversa segue la politica nazionale in maniera molto puntigliosa, forse in maniera ancora più puntuale di come fanno i dirigenti romani. Senza che nella città normanna ve ne sia bisogno si rispetta l’alleanza con la Lega Nord alla lettera, eppure ad Aversa il carroccio non ha alcuna presenza, ma la disciplina di partito è quella che è, quindi nei momenti ufficiali si usa anche la lingua locale al posto dell’italiano, che peraltro dalle parti di Piazza Municipio pare sia considerata da molti una lingua desueta, dalle parti di Ponte di Legno chissà se lo sanno di questa affinità.
Lo si denota dall’intervento che il consigliere Antonio De Michele, capogruppo del Pdl, ha fatto durante l’ultima seduta del Consiglio comunale: il consigliere, pur non essendo iscritto a parlare, mentre era in corso uno degli appassionanti discorsi del suo collega Fiore Palmieri, è intervenuto a “gamba tesa” interrompendolo per dire in un fine vernacolo, fatto che peraltro denota una certa squisitezza politica di alto bordo, e con un tono di voce solenne, che ovviamente confaceva all’altezza istituzionale del civico consesso, questa frase: “Fio! O’ Sindac l’aiuto nun nò vo” (Fiore il sindaco l’aiuto non lo vuole). Misteri che risiedono nell’alta politica, sta ai politologi studiare questa mossa.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo