Il vetro dove lo metto se non c’è il cassonetto? Questa la domanda che si pongono i tanti cittadini aversani che intendono collaborare con il servizio rimozione rifiuti conservando il vetro prodotto tra le pareti domestiche per depositarlo negli appositi contenitori. “Stando a quanto si legge sui volantini pubblicitari distribuiti nei condomini e sui manifesti affissi in città il vetro andrebbe depositato nei

contenitori presenti nelle strade, essendo stabilita la raccolta stradale, ma questi particolari cassonetti sono quasi completamente spariti” dice l’amministratore di un grande condominio affacciato su piazza Bernini dove è sparito il cassonetto dedicato, collocato accanto al parcometro presente in piazza fin dall’avvio della raccolta differenziata. “Per chi vuole collaborare depositando il vetro nella maniera corretta la mancanza del cassonetto è un grosso problema -riprende l’amministratore- perché non tutti hanno la possibilità di fare il giro della città alla ricerca di un cassonetto o di raggiungere le isole ecologiche, in particolare quella di Cappuccini, dislocata in maniera estremamente scomoda”. Da qui nasce l’uso, incivile, di depositare il vetro nel punto in cui era collocato il cassonetto nella speranza, da parte di chi deposita, che venga prelevato comunque con la raccolta ordinaria. Ovviamente questo non è possibile perché il vetro non va nei rifiuti ordinari. Così resta a terra per giorni, creando degrado e vergogna. Una vergogna che cresce perché il punto di deposito del vetro, con o senza l’apposito cassonetto, diventa centro di attrazione per chi deposita irregolarmente rifiuti urbani organici e non, quasi fosse una insegna con la scritta “Qui c’è una discarica pubblica, usatela!” . Non è così tant’è che la ragione per la quale sarebbero stati rimossi dalle strade la grande parte dei cassonetti per il vetro, secondo quanto riferito da un addetto al prelievo, è stata proprio quella di scoraggiare il deposito abusivo di tutto quanto vetro non è accanto ai cassonetti dedicati. Un rimedio che si è rivelato peggiore del male, ma la soluzione c’è e a fornirla è proprio l’addetto al prelievo. “Così come si è fatto per l’umido, la carta, l’indifferenziato e il multi materiale basta –dice- dotare famiglie e condomini di un cassonetto per il vetro che verrebbe raccolto periodicamente eliminando immediatamente il problema”. E’ l’uovo di Colombo.

ANTONIO ARDUINO