Domenica sera 7 ottobre decido di recarmi a Napoli in auto. Tramite la circumvallazione arrivo a Scampia senza grosse difficoltà ( v’è la partita del Napoli ) accolto da colline di rifiuti. Esco ai Masoni ed anche lì altri lunghi cumuli di monnezza. Giungo in piazza Garibaldi e poi parcheggio in Corso Novara, pardon nel suk partenopeo. Miscuglio di razze con paria senza arte né parte. Ci sono i
nordafricani che orinano tra i bidoni ed i cumuli di rifiuti, i cinesi che cercano – a modo loro – di dare una parvenza di ordine e pulizia al loro supermercato, la giovane commessa di una pasticceria italiana che viene richiamata da un’altra più anziana perché vuole differenziare il deposito dei residui della giornata. ” Non vedi quanta ce n’è, e sta lì da settimane?”. Le grandi fioriere stracolme di bottiglie e di lattine frutto certo di un consumo non di un giorno. E che dire del sudiciume e del tanfo delle strade e dei marciapiedi dove si consumano la vita ed i traffici di centinaia di persone dei vari continenti. Una matura passeggiatrice, con le cosce ben in vista ed il dècolletè abbondante, stanca di sedere in un angolo scuro e poco frequentato, si sposta verso la piazza ben illuminata e trafficata. I turisti dalle sembianze nordiche guardano stupiti l’ambiente ed i frequentatori, evitando di fare commenti con sguardi insistenti o con parole. Alcune auto in sosta trasmettono ad alto volume la cronaca della partita, tra persone in attesa di un mezzo pubblico, curiosi e nullafacenti. Nella piazza antistante la Stazione Ferroviaria una tranquillità surreale con il posto di Polizia silente, monumento ad una Vigilanza surreale. Dentro e fuori la stazione barboni, vigilantes e poliziotti che convivono ignorandosi e facendo finta che tutto va bene. L’ingresso in città, come in casa denota dove siamo arrivati e come vi si vive. E qui fu Napoli…
Gennaro Mariniello – Aversa