Italo Bocchino in un volume edito recentemente da Longanesi ha raccontato la sua storia politica, ed in 300 pagine è riuscito a non citare mai il fatto di essere stato candidato come sindaco nel paese di origine della sua famiglia, Frignano. Non ha detto nulla di nulla su quell’esperienza, eppure per un periodo è stato anche iscritto alla sezione di Alleanza Nazionale di Frignano. La gente del posto non lo scelse, nonostante fosse un candidato di alto livello in proporzione al piccolo scenario locale.

Sarebbe incredibile se si fosse dimenticato di esserne stato consigliere comunale (in qualità di candidato sindaco non eletto). Forse si è dimenticato di quei suoi amici che lo affiancavano anche quando divenne deputato: Peppe Tessitore, Gabriele Piatto, Sdm ed altri “chicconi” vari che si aggiunsero strada facendo. Quando divenne deputato (elezione uninominale) nel collegio di Casal di Principe, aprì persino un ufficio a Frignano, lo accompagnavano come una piccola divinità in giro per il collegio, in tutte le sezioni, evidentemente ciò è stato rimosso dalla memoria del deputato frignanese. Era il deputato più giovane d’Italia, si rivolgevano a lui frotte di cittadini che non avevano perso l’antica abitudine di questuare qualsiasi cosa presso gli uffici dei politici, così erano stati abituati a fare da decenni. All’epoca An governava a Roma ed alla regione e lui era percepito come un potentissimo, controllava anche la Gazzetta di Caserta, finalmente uno di Frignano che ce l’aveva fatta ad entrare a corte. Chissà forse le giornate frignanesi meriteranno un secondo volume…
Salvatore Pizzo