Sgominata maxi organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Ad annunciarlo a Milano durante il vertice Ue il ministro dell’Interno spagnolo Jorge Fernandez Diaz che ha comunicato di “un’importante collaborazione investigativa e giudiziaria tra la Spagna e l’Italia”. Il commercio di droga gestito dai clan camorristici Aprea e Norelli, partiva dalla Colombia per arrivare in Italia attraverso la Spagna.
31 gli arresti tra Madrid, Malaga e Tarragona, tra cui Ciro Rovaino, titolare di una pizzeria. L’operazione avrebbe portato alla luce, secondo quanto sostengono gli inquirenti, i contatti tra i camorristi napoletani, di casa a Madrid, e l’ex potente tesoriere e senatore del Partido Popular Luis Barcenas, in galera da un anno per riciclaggio, falso e altri reati, dopo essere stato trovato in possesso di 48 milioni di euro suddivisi su diversi conti esteri. Dalle intercettazioni telefoniche, disposte nell’ambito dell’inchiesta denominata «Tarantella», sui clan Aprea e Norelli sono emersi elementi che portano a ritenere l’esistenza di collusioni tra camorra e settori della politica spagnola.
Barcenas era da mesi al centro di un’inchiesta su tangenti al suo partito e su presunti conti neri nella gestione del Pp. Fu espulso dal partito e il 23 giugno successivo fu arrestato. A prendere accordi con il politico, secondo gli inquirenti, era Ciro Rovaino.
Rovaino e Barcenas stavano esaminando la possibilità di fare affari con il commercio di limoncelli e con altre attività da aprire a Eurovegas, il megacasinò previsto per il 2017 alle porte di Madrid, il cui progetto è stato accantonato alcuni mesi fa.
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