Sono state riscontrate intimidazioni nei confronti degli inquirenti, nelle espressioni di Michele Zagaria, come: “Mi devo ammazzare o lo devo fare uccidere?”. Così in una informativa del Dap viene lanciato l’allarme sui rischi che corrono i magistrati impegnati nelle indagini sul clan dei Casalesi.
La relazione è basata sul contenuto di intercettazioni ambientali, fatte tra il 2013 e lo scorso marzo in carcere, durante i colloqui tra l’ex super boss Michele Zagaria, e i suoi familiari. Parole che arrivano al termine di una serie di eventi che hanno colpito beni e persone legate alla famiglia dell’ex primula rossa del clan dei casalesi, provocando in lui rabbia e rancore. Le intimidazioni sarebbero rivolte ai pm, Maurizio Giordano, Catello Maresca e Cesare Sirignano, maggiormente impegnati nelle indagini sulle sue vicende malavitose.
La relazione contiene anche le minacce rivolte a Sandro Ruotolo, per un servizio trasmesso su La7 in cui intervista Carmine Schiavone a Casale di Principe, che hanno reso necessaria la scorta per il giornalista. Queste furono le parole rivoltegli da Zagaria: «Come quell’altro, Ruotolo che dice che io avevo contatti con i servizi segreti..questo…che ti possano squartare vivo! Ma io dico, perché ti permetti di dire queste cose! Allora io dico queste sono infangate».
{fcomment}.