“Con il lavoro che ho svolto in quanto relatore del gruppo S&D insieme ad altri colleghi italiani del Partito Democratico sul Programma della Commissione europea sull’adeguatezza e sull’efficacia della regolamentazione – cosiddetto REFIT – ho contribuito a determinare un buon risultato per le produzioni alimentari italiane di qualità e per le nostre esportazioni”.
Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare del Pd Gruppo S&D. Con il voto di questi giorni, la Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha infatti messo in discussione la base scientifica dei profili nutrizionali di fatto bocciando il presupposto su cui si basa il sistema inglese dei semafori sugli alimenti. La Commissione europea, sostenuta da un ampio blocco di Paesi del Nord Europa, ha lavorato, senza successo per ben otto anni, alla definizione di profili nutrizionali per ciascun alimento. L’Italia ha sempre contestato la validità scientifica di tali profili poiché essi, in diversi Stati membri, sono serviti a difendere alcuni prodotti a discapito di altri circolanti nell’UE: in particolare, il nostro Paese si è trovato a dover difendere alimenti apprezzati nel mondo dal punto di vista qualitativo, come DOP, DOC e IGP, da tentativi di appiattimento e uniformazione delle loro caratteristiche nutrizionali. Non esistono alimenti singolarmente definibili come “buoni” o “cattivi”, ma piuttosto diete salutari, come quella mediterranea, Patrimonio immateriale dell’Unesco, e utile aiuto al contrasto dell’obesità, del sovrappeso e delle malattie croniche non trasmissibili, e altri stili di vita e alimentari che invece non lo sono. Dare seguito al Regolamento 1924/2006 e introdurre il concetto di profilo nutrizionale, potrebbe giustificare l’imposizione di etichette a semaforo, una misura non appropriata per evitare indicazioni nutrizionali e salutistiche ingannevoli: tutte le informazioni nutrizionali necessarie per poter compiere scelte d’acquisto responsabili sono già in etichetta grazie al Regolamento UE 1169/2011.
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