Pubblicato in data 30/ott/2013 (Rai News 24)

Pubblicato in data 02/nov/2013 (Lunaset)

L’ex boss del clan dei casalesi, continua con le sue rivelazioni shock, a sconvolgere gli italiani e non solo. Infatti, solo ora che sono state de-secretate le sue dichiarazioni del 1997, si apprende che il pentito aveva affermato: “moriranno tutti entro 20 anni”! Oracolo o uomo conscio di quello che stava accadendo, visto che i risultati da Egli predetti si sono oggi verificati! Nell’intervista Schiavone continua asserendo che : “non puo’ esistere forma di criminalità organizzata senza l’appoggio dello Stato”, aggiungendo “questo lo fanno ancora”. il caso dei rifiuti tossici sepolti in Campania. Il giorno dopo la pubblicazione del verbale dell’audizione del boss pentito Carmine Schiavone, avvenuta nel ’97 davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Schiavone parla al microfono di Alfredo Di Giovanpaolo, inviato di rainews24. Nell’ambito delle questione dei rifiuti tossici, il pentito Schiavone, sostiene che “le popolazioni campane sono state condannate a morte”, “lo facevano allora e lo fanno ancora”.Dopo le rivelazioni shock sulle dichiarazioni rese nel 1997 alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e de-secretate ieri, Carmine Schiavone, boss pentito di camorra, parla in esclusiva a Rainews24 del traffico ed interramento di rifiuti tossici in Campania e delle conseguenze nefaste per la salute dei cittadini. Nell’intervista, Carmine, cugino di Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’ ha confermato le connivenze tra organi dello Stato e la criminalità organizzata. Il pentito dice poi che all’epoca le dichiarazioni rese non servirono a niente e che oggi la popolazione nelle zone in cui sono state interrate tonnellate di rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia e da altri Paesi europei “e’ destinata alla morte”.Allora ci si chiede i responsabili, oltre i camorristi che potevano evitare e non lo hanno fatto chi sono e perché non finiscono sotto processo?

— Per Tv Luna è stato intervistato da Francesca Nardi

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Di red