“Indebolire due settori nevralgici per l’EU come il clima e l’energia e’ una scelta sbagliata. L’idea di un unico Commissario che gestisca entrambe le materie rappresenta una chiara volonta’ di abbandonare l’ambizioso approccio voluto dall’EU per affrontare i cambiamenti climatici e per promuovere la crescita sostenibile”.
Lo ha dichiarato Nicola Caputo Parlamentare europeo (S&D) a margine della sua sottoscrizione della nota firmata con altri membri del Parlamento europeo ed indirizzata alla Commissione e al neo-eletto presidente Jean-Claude Juncker per esprimere una ferma opposizione alla potenziale fusione dei portafogli di energia e cambiamento climatico.
“I legami tra i due portafogli sono innegabili – spiega Caputo – e continuare uno stretto coordinamento tra i due Commissari sarà essenziale. Ritengo tuttavia che una fusione dei due portafogli rischierebbe di indebolire entrambe le agende”.
“La nuova legislatura – si legge nella lettera- è fondamentale per il progresso nell’agenda del clima europeo e mondiale. La riforma del sistema di scambio di emissioni, il pacchetto clima ed energia al 2030 e l’accordo su un accordo internazionale sul clima alla conferenza sul clima 2015 a Parigi sono componenti essenziali verso un ambizioso approccio internazionale per affrontare i cambiamenti climatici e per promuovere la crescita sostenibile. Unire due materie come clima ed energia rischierebbe di ridurre il ruolo e l’attenzione politica dell’UE in materia di cambiamenti climatici in particolare durante i negoziati internazionali su clima e energia”.
“Inoltre, – spiega ancora Caputo – potrebbero sorgere potenziali conflitti di interesse nella gestione unica delle due materie, per esempio quando si discuterà dell’impatto dell’estrazione di petrolio, di gas o di olio di scisto sull’ambiente”.
“La distribuzione dei portafogli è ancora in discussione e molto può cambiare fino a quando il nuovo collegio dei commissari entrera’ in carica. Se si decidesse di proseguire su questa strada – concludo Caputo – lavoreremo in Parlamento per indurre il Commissario Juncker a ritornare sulle sue decisioni e cambiare idea sulla nomina di una unica persona a capo di due Commissioni che debbono necessariamente rimanere separate”.
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