Domenica scorsa il lungomare di Napoli invaso da cavalli da corsa ed operatori che in sulky, hanno sfilato per protestare contro la crisi che sta mettendo in ginocchio l’ippica italiana. Tra loro anche numerosi ippici che operano nel “Cirigliano” di Aversa, terzo ippodromo italiano intorno al quale ruota un considerevole indotto, che è in ginocchio. Il mondo dell’ippica in Italia dà lavoro a 50mila famiglie. La crisi è dovuta al forte prelievo fiscale sulle scommesse da parte da parte dello Stato, lasciando poco alla filiera che è già colpita da un calo delle scommesse enorme, dovuto al diffondersi delle nuove tipologie di gioco.

La Saita, la società che gestisce il “Cirigliano” di Aversa, ha 14 dipendenti a tempo indeterminato, un centinaio di collaboratori ed inoltre è fonte di reddito per quanti lavorano presso le scuderie e nei servizi annessi all’indotto dell’impianto. La proprietà del “Cirigliano” per adesso ha rinnovato la convenzione statale di gestione con l’ente che gestisce le corse, l’Assi (ex Unire), controllato dal Ministero delle Politiche Agricole, per i prossimi tre mesi. La convenzione transitoria è molto più svantaggiosa, per questo è stata concordata una decurtazione degli stipendi del 30%.

Di red