Siamo di nuovo alle solite, lo scrittore Roberto Saviano se la prende ancora con alcuni “cronisti locali”, gli stessi che senza scorta, a loro rischio e pericolo, hanno il coraggio di essere presenti quotidianamente nelle aule di giustizia, specialmente quelle del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove spesso vengono giudicati gli affiliati al Clan dei Casalesi.Dovrebbe avere più rispetto di costoro, spesso oggetto anche di atti intimidatori. I loro articoli ci permettono di conoscere i dettagli della piovra che avvolge il nostro territorio, inoltre hanno fornito molti spunti a lui ed a tanti altri che poi hanno realizzato libri diventati best seller. Questa volta lo scrittore li ha tirati in ballo polemizzando con il giurista, nonché deputato del Pdl, Giuseppe Pecorella (avvocato difensore di Nunzio de Falco, processato quale mandante dell’omicidio di don Giuseppe Diana), dopo che il parlamentare ha detto in una trasmissione di Telelombardia che ”tra i moventi indicati, agli atti del processo, ce ne sono tra i più diversi”. Il fatto che il sacerdote sia stato vittima della Camorra è ovvio ed è un fatto oramai acclarato, ma all’epoca gli inquirenti avevano il diritto-dovere di tracciare più ipotesi sul movente, come si dice in gergo avevano il dovere di indagare a 360 gradi. Spesso dalle nostre parti si hanno delle sorprese non certo edificanti. Durante le udienze si apprese di più ipotesi avanzate nel corso delle indagini, lo hanno riportato all’epoca tutti i giornalisti che hanno seguito il processo (Saviano c’era?), poi nessuna di questa è stata avvalorata da prove, questo rende onore alla memoria di Don Diana non lo sparare a zero sugli autori delle cronache processuali. Saviano, dall’alto della sua tribuna mediatica, se la prende con i cronisti solo che hanno semplicemente raccontato puntate processuali e che in quella dimensione devono essere considerate. Il mestiere del cronista di giudiziaria è anche quello di raccontare un’udienza, oltre che un’indagine. Ovviamente gli avversari del Pdl hanno usato la questione anche per fare un po’ di politica chiedendo le dimissioni di Pecorella, mah si potrebbe estendere la richiesta non solo agli avvocati, ma anche a tutti coloro che hanno parentele poco piacevoli, in politica dalle nostre parti molti andrebbero a casa.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo