I colpi che lo stato sta infliggendo al Clan dei Casalesi stanno avendo un effetto collaterale, molti affiliati sono finiti dietro le sbarre portando ad una penuria di uomini forse mai vista prima, che sommata “alla crisi di vocazioni” di ragazzi del posto, sta facendo mancare i “guagliuni” per “fare i servizi”. Una situazione che nell’organizzazione si starà sentendo ancor di più in questo periodo
natalizio, c’è da raccogliere il “regalo per i carcerati” dalle centinaia di attività economiche alle quali viene imposto l’obolo, e quindi in mancanza di altre risiorse si ricorre alla manovalanza straniera. Nella notte tra domenica e lunedì sono stati arrestati due presunti esattori, ciò dopo la denuncia di un commerciante vessato dalle continue richieste di soldi, un fatto purtroppo usale se non fosse che uno dei due risulta essere un magrebino: è la prima volta che un nordafricano viene ritenuto organico al Clan, si chiama Ismail Mohamed di 21 anni. Solo qualche settimana fa per motivi simili erano stati arrestati altri due stranieri, in quel caso di nazionalità ucraina: Yuriy Raduchik, di 40 anni e Mihailo Draganchuk, di 48 anni. Tempi che cambiano. Chissà, forse un domani i Casalesi, potrebbero essere solo una griffe criminale controllata da “operatori” stranieri.
Salvatore Pizzo