spinillo angelo La movida non è solo un problema in via Seggio, anche la arterie circostanti piazza San Paolo ne risentono e le voci dei giovani arrivano fino al palazzo vescovile. Abbiamo chiesto a Sua Eccellenza Angelo Spinillo, vescovo della Diocesi di Aversa, come valuta il fenomeno e che cosa pensa sia possibile fare per limitarne eventuali effetti negativi.

” Credo che incontrarsi fra giovani della stessa età ed avere uno scambio di opinioni sui fatti accaduti della giornata sia un fatto positivo, diventa un fatto negativo quando questo non accade e ci si ferma ad un livello più superficiale e si sono discorsi solo non aiutano a far crescere un rapporto di amicizia più autentico fra le persone ma ci si perde in qualcosa di superficiale e si rischia di perdersi soprattutto in ciò che sembra una sorta di strumento di questi incontri, la possibilità di bere qualcosa, Allora questo bere qualcosa per tanti diventa un bisogno così forte che provoca poi danni e fa perdere coscienza, perdere consapevolezza. Tutto questo è sicuramente il primo aspetto negativo del fenomeno. Cosa si potrebbe fare? Forse è un po’ difficile, ma occorrerebbe promuovere un dialogo capace di coinvolgere tutti questi giovani in pensieri più elevati, capaci di far crescere la loro attenzione alla vita sociale, culturale, artistica. Forse, è in questa direzione che dovrebbe essere proiettata l’attenzione verso questi giovani”. In una sola parola sembra di capire che il vescovo Spinillo voglia indicare a chi ne ha il potere di creare alternative da offrire ai giovani della movida. Quali suggerimenti Per affrontare e risolvere i problemi creati dagli eccessi del fenomeno. “Per quanto sia difficile e, forse, complicato credo che non dovrebbero essere tanto concentrati questi locali nei quali o, meglio, davanti ai quali si radunano i giovani con una certa autonomia e libertà e sembrano a volte non avere attenzione per nessun altro o creare degli eventi capaci di attirarne l’interesse per la qualità dei contenuti. Certamente la prima cosa da fare sarebbe quella di ridurre il numero dei locali che sono molto concentrati soprattutto in zone molto strette come è via Seggio. Circa il controllo effettuato dalle forze dell’ordine il Vescovo della Diocesi non pensa sia possibile fare da fare più di quanto già fanno. “Le forze dell’ordine –dice- possono controllare gli orari di chiusura del locali, possono controllare il traffico evitando che ci siano difficoltà e, forse, anche tensioni fra le persone chi si trovano a passare in questi posti. Non credo possano fare di più”. “Le forze dell’ordine – ribadisce il Vescovo- devono far rispettare la legge. Devono controllare il modo di distribuire certe bevande, il modo di comportarsi di certe persone ma sicuramente non potranno entrare nei contenuti dell’incontrarsi che raduna tutti questi giovani”. “Allora, forse, qualcosa bisognerebbe offrirla in altra forma”.
ANTONIO ARDUINO
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