La lettera di un imprenditore lasciato solo dallo stato alle autorità
Roma, 27 gennaio 2010
S. E. il Ministro dell’Interno
On. Roberto Maroni
Al Presidente, ai Vice Presidenti
e ai Componenti della Commissione
Parlamentare Antimafia
Al Presidente, ai Vice Presidenti
e ai Componenti della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
Al Presidente, ai Vice Presidenti
e ai Componenti della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica
S. E. il Commissario Straordinario
del Governo per il Coordinamento
delle iniziative antiracket e antiusura
Prefetto Giosuè Marino
Al Presidente dell’ABI
Dott. Corrado Faissola
S.E. il Prefetto di Caserta
Dott. Ezio Monaco
S.E. il Procuratore della Repubblica
Presso il Tribunale di Santa Maria C.V.
Dott. Corrado Lembo
S.E. il Presidente del Tribunale
di Santa Maria C.V.
Dott. Andrea Della Selva
Ill.mo Sig. Presidente Nazionale
della Confesercenti
Dott. Marco Venturi
Ill.mo Sig. Presidente Nazionale
dell’Associazione antiracket e antiusura SOS Impresa
Dott. Lino Busà
Colgo l’occasione della Presentazione del XII Rapporto di SOS Impresa sulla criminalità organizzata per rivolgermi alle SS.LL.
Sono un imprenditore del Casertano, svolgo la mia attività in Caiazzo, dove si trova la mia azienda agricola in cui allevo bufale da latte e vitelli da carne; ed in Capua, dove ho un caseificio ed una macelleria aziendale.
Con me lavorano circa 30 persone, che mi sono state sempre vicine anche nei momenti più difficili, che dipendono economicamente dalle mie aziende e che rischiano di ritrovarsi, da un momento all’altro, senza alcuna fonte di sostentamento per una ragione che di ragionevole non ha nulla.
Mi chiamo Roberto Battaglia.
La mia famiglia era titolare dell’agenzia Alitalia di Caserta.
Dopo la crisi della Compagnia, abbiamo avuto un tracollo economico, abbiamo dovuto creare un’altra attività e, purtroppo, rivolgerci anche ad alcuni usurai.
Vivendo e lavorando in un territorio dominato dalla criminalità organizzata, sono stato, prima, sottoposto ad usura e, successivamente, ad estorsione da parte di delinquenti affiliati ai clan camorristici della zona.
Sempre convinto che lo Stato sia più forte della criminalità organizzata, rischiando la mia vita e quella dei miei familiari, nonostante le minacce di morte ricevute, ho denunciato e fatto arrestare in flagranza Luigi Schiavone, nonché altri personaggi che gravitano nell’ambito della criminalità.
Subito dopo l’arresto, per tutelare me e la mia famiglia, sono stato costretto a richiedere il porto d’armi, che mi è stato concesso dalla Prefettura di Caserta, che ha riscontrato la veridicità e la gravità dei fatti denunciati.
Luigi Schiavone è il cugino del più famoso Francesco, meglio conosciuto come “Sandokan”, reggente del Clan dei “Casalesi”.
Per tali fatti, pendono attualmente due procedimenti penali dinanzi la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (n. 6361/08 RGNR c/ Schiavone ed altri e n. 17695/09 RGNR c/ Benenati) nei quali sono persona offesa.
A dicembre del 2009, il Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, mi ha ammesso al Fondo di Solidarietà istituito dalla L. 108/96.
Dato l’esponenziale aumento dei debiti dovuto ai tassi di interesse usurari ai quali sono stato sottoposto, è pendente dinanzi il Tribunale Civile di S. Maria Capua Vetere, una procedura di espropriazione immobiliare promossa da tre istituti bancari (Gruppo Banca Intesa, BNL e Unicredit-Banca di Roma) per dei mutui immobiliari che non siamo più stati in grado di pagare, non per nostra scelta, ma perché costretti dagli usurai.
Questi istituti di credito hanno aderito all’Accordo quadro per la prevenzione dell’usura e per il sostegno alle vittime del racket, dell’estorsione e dell’usura stipulato il 31 luglio 2007 tra il Ministero dell’Interno, la Banca d’Italia, l’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, l’Unione delle Province d’Italia, la Confindustria, la Confcommercio, la Confesercenti, la Casartigiani, la Confederazione Italiana Agricoltori, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, la CONFAPI, la Confartigianato, la Coldiretti, la Confagricoltura, la Asso-Confidi, la Consulta Nazionale Antiusura, la Federazione Italiana delle Associazioni Antiracket, l’Adventum e l’Adiconsum.
Nel corso della procedura esecutiva alla quale sono sottoposto, si è verificato, durante un sopralluogo eseguito da un funzionario dell’Istituto Vendite Giudiziarie, un grave e inquietante episodio che ho provveduto tempestivamente a denunciare in data 02.10.2008 ai Carabinieri di Caserta.
Il Prefetto di Caserta mi ha concesso, sentito il Presidente del Tribunale di Santa Maria C.V, la sospensione dell’esecuzione ai sensi dell’art. 20 L. 44/99.
Nonostante questo, il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto per il 9 febbraio 2010 la vendita all’incanto degli immobili di mia proprietà, di quelli di mia madre Rita Fraia e di mia sorella Martina Battaglia, siti in Caserta ed in Caiazzo, presso i quali risiedono le nostre famiglie e presso i quali si trovano le nostre aziende.
Mi risulta incomprensibile come lo Stato possa da una parte venirmi incontro, riconoscendo la mia qualità di vittima di usura, accordandomi il mutuo che mi consente di reintrodurmi nell’economia legale; e dall’altra parte, senza alcun coordinamento con l’intervento in mio favore, consenta che si proceda esecutivamente nei miei confronti, da parte di banche che pur dovrebbero essere impegnate nella lotta contro l’usura, vanificando qualunque possibilità concreta di recupero della mia situazione finanziaria.
Se, infatti, la procedura espropriativa in corso, con tutte le anomalie che ho denunciato, dovesse andare avanti, sarebbe del tutto vanificato il risultato che la L. 108/96 intende perseguire a tutela delle vittime dell’usura.
Credo che la mia situazione sia comune a gran parte delle vittime di usura e che quello che sto vivendo io sia un problema generale che riguarda l’intero sistema.
So che, attualmente, è in discussione in Parlamento la riforma della Legge n. 108/96. Credo che vada affrontato il problema della efficacia della sospensione dei termini prevista dall’art. 20 L. 44/99, dopo che la Corte Costituzionale ne ha sostanzialmente rimesso l’applicazione o meno al Giudice procedente.
Rischia, così, di essere tradito – come nel mio caso sta, purtroppo, avvenendo – lo spirito originario della legge che era quello di impedire che la vittima che abbia denunciato possa essere sottoposta ad esecuzione, o addirittura dichiarata fallita, per i debiti causati dall’usura.
In questo caso, infatti, che senso avrebbe ribellarsi agli usurai ?
Mi rivolgo alle SS. LL. affinché ciascuno, per la sua parte, contribuisca a superare la situazione attuale, rendendo più efficace l’azione dello Stato nei confronti della criminalità organizzata attraverso un aiuto concreto ed effettivo alle vittime che a questa si sono ribellate.
Chiedo ai Parlamentari di riformare la legge in modo tale che l’azione dello Stato sia unitaria e coerente, evitando le situazioni di conflitto che la legislazione attuale consente.
Chiedo al Governo un’azione decisa nei confronti del sistema bancario perché attui veramente gli accordi sottoscritti.
Chiedo alla Magistratura di coordinare la propria azione, rispettando lo spirito della legge ed utilizzando le procedure per fini di vera giustizia.
Chiedo alla Confesercenti e a Sos Impresa di vigilare e di continuare ad essere fattivamente vicine agli imprenditori che fanno la scelta di denunciare, sostenendoli nel loro difficile cammino.
Con osservanza
Roberto Battaglia