aversa_pianta_radiocentrica_del_nucleo_normannoSi concludono per il momento, le polemiche in merito all’affidamento dell’incarico esterno di supporto al Rup, per la riqualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico aversano. Il dissenso mosso negli ultimi tempi, sia dall’opposizione che da componenti della stessa maggioranza in riferimento all’assenza di una regolamentazione sull’affidamento degli incarichi esterni, ha

messo alla luce una serie di problematiche relative alla questione urbanistica.

A detta di molti, il vuoto organico nel settore del governo del territorio, determinerebbe l’esigenza di affidare lavori a figure professionali esterne. Celato dietro questa strategica penuria professionale ci sarebbe secondo alcuni, un utilizzo improprio ed eccessivo del conferimento degli incarichi a terzi.

Numerosi quindi i dissapori che recentemente hanno fatto vacillare alleanze ed intese.

In questo scenario turbolento, emergono le rivendicazioni di Paolo Santulli capogruppo del Gruppo Unico delle Autonomie, che ha evidenziato il suo disappunto, commentando aspramente il mancato raggiungimento di quei capi saldi che lo avevano portato a sostenere Ciaramella. Si tratta di quel programma che prevedeva la Redazione del Puc, la riqualificazione di piazza Marconi, la dislocazione del mercato ortofrutticolo e la realizzazione della pista di atletica leggera, ma che è ancora circoscritto in una situazione di stallo.

Nello specifico la mancanza di regolamentazioni urbanistiche, consentirebbe ai furbetti del mattone invischiati con i politicanti locali, di agire senza troppi vincoli. Una sorta di disorganizzazione volontaria in favore dei costruttori più indefessi.

A segnare una svolta in questo ingarbugliato giro di interessi a carattere locale, arriva l’incarico di consulenza affidato alla Facoltà di Architettura. Si è pensato infatti, per risolvere la questione urbanistica tendendo all’unanimità, di scegliere una tra le due facoltà presenti nel territorio comunale. La preferenza si è diretta unanimemente verso la facoltà ospitata nel complesso conventuale di San Lorenzo, perché com’è ben noto da sempre, l’urbanistica è materia conosciuta a fondo dagli architetti.

La facoltà di architettura, quindi, metterà a servizio della città le proprie competenze per la modifica del regolamento edilizio, la redazione del Puc e l’attuazione sul piano, con una spesa, da parte del Comune, ritenuta accettabile.

Con grande favore, l’iniziativa è stata accolta dal preside Gambardella che ha sottolineato come l’università sia una vera è propria “fabbrica di conoscenza” che mettendo a servizio della città tutte le proprie giovani ed indispensabili energie, raggiungerà gli obiettivi previsti garantendo qualità ed affidabilità.

Questo è quanto previsto, per la risoluzione dei problemi attuali e per l’elaborazione di una mole di lavoro cospicua per il solo organico comunale.

Ma alla luce del consenso generale per il buon fare dei giovani architetti, ci viene dunque da chiedere: perché per risolvere i problemi futuri, non si mette mano al piano occupazionale, integrando le risorse umane dell’Ente e attingendo direttamente da quella “fabbrica del sapere” benvista da tutti?

Si potrebbero così evitare in futuro inutili beghe interne, garantendo occupazione a giovani architetti aversani, che magari sia per conformazione professionale che per attaccamento al luogo d’origine, hanno a cuore realmente le sorti della città.

ESTER PIZZO