La parlamentare bresciana Mariastella Gelmini è stata interrogata per circa tre ore, come persona informata dai fatti (quale Ministro della Pubblica istruzione), dal sostituto procuratore della Repubblica di Siena Antonino Nastasi nell’ambito dell’inchiesta relativa all’elezione del rettore dell’ateneo di Siena, Angelo Riccaboni, vicenda a causa della quale sono indagate una decina di persone. Riccaboni, ex preside della Facoltà di Economia, vinse al ballottaggio battendo il rettore uscente Silvano Focardi per 373 voti contro 357 dell’avversario. L’elezione è stata contestata da molti docenti e componenti del Senato accademico, le cui denunce hanno provocato l’inchiesta, che ha portato gli inquirenti ad acquisire documenti anche presso il Ministero.Intanto dal premier Berlusconi, che ha voluto Gelmini nel governo, arrivano attacchi contro il corpo docente, ha detto: «Gli insegnanti della scuola pubblica inculcano agli studenti valori diversi rispetto a quelli delle famiglie». Un’affermazione che ha fatto redimere anche il deputato frignanese Italo Bocchino, il quale da grande esperto di scuola che è, ai tempi dell’approvazione della legge Gelmini-Tremonti difendeva a spada tratta il nuovo assetto scolastico che si andava delineando. Il parlamentare da strenuo difensore di quelle norme che stanno togliendo il lavoro a 132mila persone, tra docenti e non docenti, (di cui molti conterranei di Bocchino), disse, intervenendo alla Camera, che non sarebbe stato licenziato nessun docente. Oggi invece dice: «Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale immersa culturalmente nell’Italia di Giovanni Gentile screditare così il grande patrimonio educativo, istruttivo e culturale rappresentato dalla nostra scuola? Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale mortificare così il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli? Il vero centrodestra, quello di Fini e di Fli, sta dalla parte della scuola pubblica, così come prevede la Costituzione, senza nulla togliere alla scuola privata, che in parte svolge una funzione molto positiva. In Italia esistono tre tipi di scuole private. Quella cattolica va sostenuta e rispettata per quanto di buono fa, poi c’è la scuola privata che funge da diplomificio a pagamento e che andrebbe chiusa e, infine, la scuola privata per i figli dei ricchi, utile a farli diventare di norma ignoranti, ma poliglotti».