(Riceviamo e pubblichiamo) Le assemblee dei circa sessanta poligrafici della Gazzetta di Parma decideranno, all’interno di un pacchetto di tre giorni di mobilitazioni già programmate, le prime iniziative di sciopero contro il piano di riorganizzazione aziendale presentato dall’amministratore delegato della testata. In assenza di aperture da parte della dirigenza aziendale, la prima giornata di
sciopero, proclamato unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, si svolgerà domani, mercoledì 23 dicembre, e riguarderà l’intero turno di lavoro. Secondo i sindacati di categoria, la protesta dei lavoratori si rende necessaria per ribadire la netta contrarietà nei confronti del modo in cui il management aziendale sta pensando di affrontare quella che a tutti gli effetti si presenta come la più grave crisi editoriale degli ultimi tempi: esternalizzazione di lavorazioni, soppressione di funzioni, cassa integrazione straordinaria nei reparti coinvolti da una nuova organizzazione del lavoro, come centro stampa, servizi generali, area di preparazione (tipografia). In un momento in cui tutto il mondo editoriale sta attraversando un periodo di frenetica trasformazione, una crisi dovuta in gran parte ai minori ricavi pubblicitari, occorrerebbe sempre più ragionare in un’ottica di integrazione dei mezzi di informazione e su progetti editoriali seri e articolati; la scelta della Gazzetta di Parma, invece, è quella dicono i sindacati di puntare unicamente sulla riduzione dei costi e sui tagli degli organici. Ancora una volta si fa pagare ai lavoratori una incapacità strategica, aggravata peraltro da una indisponibilità alle relazioni sindacali nonostante i lunghi mesi di trattativa e di tentativo di dialogare da parte delle organizzazioni di categoria. Qualora non vi fossero, da parte della dirigenza, segnali di disponibilità, nei prossimi giorni saranno comunicate le ulteriori iniziative di sciopero dei lavoratori poligrafici della Gazzetta.

Di red