Personaggi coinvolti in fatti camorristici che riescono a dimostrare di avere valide doti da attori in un film da oscar, i soliti giornalisti coraggiosi lasciati soli, ed una strage di camorra che provoca un incontro tra religioni, sono alcuni degli effetti collaterali provocati dal Clan dei Casalesi.
Il primo caso riguarda il film Gomorra, lavoro cinematografico in cui recitano anche persone che gli inquirenti ritengono coinvolti in fatti di Camorra, almeno due interpreti ed altre tre comparse sono indiziate di reati diversi.
Il primo caso riguarda il film Gomorra, lavoro cinematografico in cui recitano anche persone che gli inquirenti ritengono coinvolti in fatti di Camorra, almeno due interpreti ed altre tre comparse sono indiziate di reati diversi.
Si è aggiudicato il premio ‘miglior film’ alla 21esima edizione degli Efa. Un alloro internazionale che dalle parti di Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa nessuno avrebbe immaginato. Il film di Mattero Garrone, ispirato dall’omonimo libro a sua volta ispirato alla realtà triste del nostro territorio, quella che decine di coraggiosi giornalisti nostrani raccontano rischiando la pelle da decenni nell’indifferenza generale della classe dirigente. Gomorra è stato premiato per la miglior regia, il miglior attore e migliore interprete maschile (Toni Servillo), migliore sceneggiatura (Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni de Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso e Roberto Saviano) e il premio Carlo di Palma per la migliore fotografia (Marco Onorato). Contemporaneamente, mentre Gomorra vinceva e nelle edicole arrivava sottoforma di Dvd promettendo altri corposi introiti, a ricordarci la dura realtà vissuta dai giornalisti del nostro territorio ci pensava Carlo Pascarella, destinatario di una famosa telefonata congiunta dei boss latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria, trasmessa una volta anche da Anno Zero. Dice Pascarella: ”Ho deciso di uscire allo scoperto perchè credo che certe verità quando si parla di una camorra spietata come quella casertana (non solo ndr), che negli ultimi mesi ha attuato una strategia stragista con diciotto omicidi in sei mesi, attuata dal capoclan latitante Giuseppe Setola, bisogna andare fino in fondo e non nascondersi. Ebbene: voglio rivelare all’Ansa che la telefonata dei superboss latitanti dei Casalesi Michele Zagaria e Antonio Iovine trasmessa dalle trasmissioni ‘Anno Zero’ prima e da ‘Porta a Porta’ poi era diretta a me. La voce che ha affrontato quei boss, tuttora primule rosse della cosca, è stata la mia”. Attualmente Pascarella è il responsabile della cronaca nera del quotidiano ‘Buongiorno Caserta’, è sottoposto a vigilanza a causa delle minacce subite da un altro clan, i Ligato-Nuvoletta. ”Caro Vespa – dice Pascarella nella nota rivolgendosi al conduttore di Porta a Porta, trasmissione durante la quale fu trasmessa la telefonata – sono ancora a Caserta, senza paura, a scrivere di camorra e ogni giorno combatto la mia battaglia quotidiana per non avere paura, per affrontare in modo costruttivo quanto di incredibile e’ accaduto di recente a me e alla mia famiglia, che proprio un anno fa, il 31 dicembre 2007, subi’ un attentato, all’epoca fecero saltare in aria con una bomba il mobilificio di mia sorella. Non mi sono arreso”. Pascarella lavora sul posto senza andarsene, ha scritto certe cose molto prima che qualcuno le raccogliesse in un libro diventato film, ma non ha editori importanti, quindi le minacce e le intimidazioni ricevute da lui sono di serie B.
Il secondo caso è relativo alla notizia che finalmente dopo circa 3 mesi, giovedì, si svolgeranno i funerali dei sei ghanesi uccisi a Castelvolturno, furono massacrati dalla fazione stragista del Clan dei Casalesi insieme ad un italiano assassinato quasi contemporaneamente (una vittima che nessuno cita, perché forse si tratta di un omicidio usuale). Alla cerimonia funebre saranno presenti sia il Vescovo di Capua, monsignor Bruno Schettino sia l’Imam di San Marcellino Nasser Hidouri, un incontro tra religioni nel segno della tragedia ma che è il seme per un dialogo tra fedi diverse. Intanto i media si erano dimenticati anche di Joseph Ayimbora, il ghanese di 34 anni unico sopravvissuto della strage., si salvò fingendosi morto, dopo ha indicato agli investigatori i killer e da allora vive sotto protezione, ha detto “Voglio tornare nel mio Paese”.
Salvatore Pizzo
Il secondo caso è relativo alla notizia che finalmente dopo circa 3 mesi, giovedì, si svolgeranno i funerali dei sei ghanesi uccisi a Castelvolturno, furono massacrati dalla fazione stragista del Clan dei Casalesi insieme ad un italiano assassinato quasi contemporaneamente (una vittima che nessuno cita, perché forse si tratta di un omicidio usuale). Alla cerimonia funebre saranno presenti sia il Vescovo di Capua, monsignor Bruno Schettino sia l’Imam di San Marcellino Nasser Hidouri, un incontro tra religioni nel segno della tragedia ma che è il seme per un dialogo tra fedi diverse. Intanto i media si erano dimenticati anche di Joseph Ayimbora, il ghanese di 34 anni unico sopravvissuto della strage., si salvò fingendosi morto, dopo ha indicato agli investigatori i killer e da allora vive sotto protezione, ha detto “Voglio tornare nel mio Paese”.
Salvatore Pizzo