Ormai non c’è più ritegno, la classe dirigente aversana, tutta, anziché attrezzarsi per depotenziare e vanificare gli effetti di quell’equivoco che si chiama “Provincia di Caserta”, che nulla ha a che vedere con il nostro territorio e che ci è imposta forzatamente in nome della legge, si gongola nel correre verso quell’ente, la cui potestà ci è inflitta in barba al diritto dell’autodeterminazione dei popoli. Addirittura il primo cittadino di Aversa si è votato alla causa della casertanità senza alcun tabù, tanto che una delle componenti del suo staff, Francesca Pagano, deputata ad occupasi della comunicazione del sindaco Domenico Ciaramella, ha fondato su Facebook, un gruppo dal nome eloquente:
“Ciaramella candidato presidente della provincia di Caserta”. Nella presentazione si legge che è: “Un gruppo nato dalla voglia di vedere il Sindaco Ciaramella, alla guida della Città di Aversa da otto anni, come Presidente della Provincia di Caserta”. Una schiaffo a migliaia di cittadini costretti a sopportare quella provincia imposta, un’umiliazione alla millenaria storia dell’atellano, dell’avesano, del casalasco e del liternese. Il sindaco di Aversa vuole diventare presidente di quella cosa lì, la Provincia di Caserta, la cui esistenza occupa “forzosamente” Aversa e l’Aversano. Roba da non credere. Eppure si tratta di quel Ciaramella che da sindaco e attivista politico locale, più di ogni altro ha sponsorizzato il fatto che fosse riconosciuta l’esistenza della Provincia di Aversa, alla quale hanno detto sì tutti i consigli comunali del territorio ed il Consiglio regionale. Anziché eliminare la dicitura “Provincia di Caserta” da quegli atti in cui quella identificazione non è prevista, lui pare essere un casertano a tutto tondo. Ovviamente il collaborazionismo filo casertano è un qualcosa che accomuna tutti i politici locali di Aversa, Il nostro giornale, voce di tanti emigranti, molti dei quali vanno a votare ancora nella terra natia dice no! Noi per la Provincia di Caserta non votiamo.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo