maroni robertozagaria_micheleDal secondo dopoguerra ad oggi le reazioni dello stato contro lo svilupparsi e l’affermarsi del Clan dei Casalesi sono state sempre flebili e di facciata, è noto che questa famigerata holding criminale ha potuto contare sulle lacune di uno stato assente, sabotato e deviato dall’interno dalle infiltrazioni che gli stessi camorristi hanno compiuto, entrando nel cuore della politica. Un sodalizio stringente quello tra

politica e camorra, che talvolta è diventato fusione vera e propria, testimoniato dai numerosi scioglimenti di consigli comunali infiltrati dal Clan e i tanti, troppi, amministratori locali arrestati o indagati in questi anni. Tanto che in maniera esplicita, la magistratura ritiene che il Clan dei Casalesi abbia in parlamento un “referente politico nazionale”, il deputato Nicola Cosentino. Un freno al dilagare dei Casalesi, lo si è percepito sul territorio quando è diventato ministro degli interni Roberto Maroni, le forze dell’ordine erano presenti in maniera massiccia e la sinergia con la magistratura ha portato i suoi risultati, sono in galera tutti i capi, molti beni sono stati bloccati. La Lega ha valorizzato poco l’operato del “suo” ministro, anzi i suoi vertici lo hanno pesantemente attaccato quando ha votato per l’arresto di Cosentino, intanto i Casalesi esultano per il loro nemico politico isolato dai “suoi” amici padani, siamo di fronte ai “padanesi”?

Salvatore Pizzo