‘L’avevo detto che si trattava di balordi, appena hanno visto la reazione che hanno provocato con il furto nella gente di Casale e nelle istituzioni hanno capito di aver commesso un grosso errore. Mia madre finalmente si è tranquillizzata”. Lo ha detto Emilio Diana, fratello di don Peppe, il sacerdote ucciso dalla Camorra il 19 marzo del 1994, commentando il ritrovamento della targa con la mano d’oro rubata dalla tomba nel cimitero di Casal di Principe, rimane ancora senza esito il furto del calice e del Santissimo con le ostie, avvenuto quasi contemporaneamente nella chiesa di San Nicola in cui Don Diana fu ucciso.