Un altro colpo di scena in Tribunale a Santa Maria Capua Vetere, l’ex boss dei Casalesi Giuseppe Setola, ha dichiarato di non voler più collaborare con la giustizia.
Il killer ha rilasciato le dichiarazioni spontanee durante un’udienza del processo per il duplice omicidio Pecchia-Orabona, e ha revocato il mandato all’avvocato Rachele Merola, iscritta nel registro della Dda per i difensori dei pentiti, nominando un altro legale.
Durante l’udienza sull’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, ha detto: “Non voglio essere esaminato, voglio solo dire che ho detto un sacco di bugie per uscire prima dal carcere”.
“Non mi sento di discutere le scelte della DDA ma di certo si sapeva che Setola non era affidabile. Solo un folle infatti poteva commettere tutti quegli omicidi in poco tempo, come accadde nel 2008”, ha commentato Massimiliano Noviello durante una pausa del processo in corso a Santa Maria Capua Vetere per l’omicidio del padre, l’imprenditore Domenico Noviello, ucciso dall’ala stragista dei Casalesi, guidata da Setola, il 16 maggio 2008 perché alcuni anni prima aveva denunciato gli estorsori del clan.
“A nome anche dei miei familiari – ha proseguito Massimiliano Noviello – posso solo dire che siamo stanchi e scocciati di tutte queste dichiarazioni di Setola; ora ci aspettiamo la sentenza che spero vada nel senso di punire con il massimo della pena queste persone. Ci aspettiamo insomma che lo Stato adesso sia coerente come lo siamo statinoi, che prima, nel 2001, abbiamo denunciato, poi dopo il sacrificio di mio padre ci siamo costituiti parte civile. La nostra paura è di ritrovarci fuori queste persone tra pochi anni; basta pensare che Massimo Alfiero (l’esecutore materiale dell’omicidio Noviello che sparò 22 colpi di pistola, ndr), dopo l’ergastolo in primo grado in sede di abbreviato, ha avuto 30 anni in Appello e tra 10-15 anni potrebbe uscire. Questo non è accettabile”.
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